“Mai più cani usati come cavie”: Green Hill chiude i battenti

Green Hill sta per chiudere. La sede dell’azienda farmaceutica Marshall lascia l’Italia per via delle leggi “diventate troppo restrittive” per permettere la sperimentazione sui cani

“Mai più cani usati come cavie”: Green Hill chiude i battenti

Anni di discussioni, di lotte, di processi. Eppure gli animalisti italiani oggi possono esultare: Green Hill chiude i battenti. Già, dopo le condanne (LEGGI ANCHE: GREEN HILL, CONDANNATI I TRE DIRIGENTI PER ANIMALICIDIO) e i nuovi procedimenti legali annunciati (LEGGI ANCHE: GREEN HILL, AL VIA NUOVO PROCESSO AL VETERINARIO DELLA ASL DI LONATO) la Marshall, la multinazionale americana il cui nome è strettamente associato agli orrori commessi al canile lager di Green Hill, ha deciso di smantellare i propri stabilimenti e di lasciare l’Italia.

L’azienda proprietaria dei cinque capannoni di Montichiari chiusi dalla magistratura nell’estate 2012 ha infatti deciso di mettere in vendita la sua attività del Bresciano. Secondo i dirigenti Usa, ora la legge è “troppo restrittiva” e gli allevatori dei Beagle per la sperimentazione battono in ritirata. E se attivisti come l’onorevole Michela Vittoria Brambilla non possono che esultare: “La Marshall se ne va? – ha detto – Benissimo, l’Italia è un po’ più civile”, la Marshall ha però voluto sottolineare il “paradosso” secondo cui nel Belpaese si continuano a utilizzare animali nella ricerca biomedica, solo che questi ora vengono importati dall’estero e non allevati in loco.

cuccioli

D’altro canto, la stessa Lav (Lega anti vivisezione) sostiene in un suo comunicato ufficiale che: “la vendita dello stabilimento rappresenta un segnale positivo di un Paese che finalmente può, e deve, investire in tecniche innovative e utilizzare fondi per lo sviluppo di sperimentazioni alternative agli animali, come fatto dai Paesi tecnologicamente più avanzati e come voluto dalle norme internazionali”. E aggiunge: “In Italia le leggi non le fa la Marshall e la normativa italiana è all’avanguardia su quello che impone l’Europa dal Trattato di Lisbona in poi: la protezione degli animali quali esseri senzienti”. E noi vogliamo sposare il commento dell’onorevole Brambilla, perché senza Green Hill l’Italia è davvero un po’ più civile.

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