Giornata Mondiale del Gatto, il significato di alcuni tra i comportamenti più insoliti

In una delle ricorrenze che celebrano i magnifici felini un breve excursus su alcuni tratti tipici e affascinanti del loro carattere

L’8 agosto si celebra la Giornata Mondiale del Gatto, animale che abita in tante case e con il quale l’essere umano è sempre più portato ad interagire. In questa occasione, dunque, vogliamo rivelare il significato di alcuni comportamenti, apparentemente, insoliti di questi affascianti animali.

Al fine di interagire con più cura e attenzione con i mici è importante conoscere il significato dei loro gesti. Molti di questi possono sembrare strani e insoliti, eppure trasmettono un messaggio preciso da parte del gatto. A fronte di questo è fondamentale sapere cosa si cela dietro ad alcuni comportamenti più comuni.

Perché i gatti impastano o perché amano le scatole? Perché fanno le fusa? E perché odiano l’acqua? A queste e altre domande tenteremo di rispondere per fornire un supporto all’interazione con i mici di casa. Inoltre, in questa ricorrenza un allarme arriva da AIDAA che rivela come una specie in particolare di gatto potrebbe oggi rischiare l’estinzione.

Il gatto e il suo comportamento

La Giornata Mondiale del Gatto, che si celebra l’8 agosto, nasce nel 2002 dall’International Fund for Animal Welfare. Una ricorrenza creata per conoscere meglio questi affascinanti felini e per imparare a tutelarli e proteggerli. Oltre ai mici domestici, infatti, sono tanti gli animali che vivono nei rifugi o per strada e anche a loro e alla loro cura e attenzione è dedicata questa giornata. Per poter interagire nel modo opportuno con questi animali liberi e indipendenti è opportuno conoscere alcuni tratti del loro carattere; studiare alcuni dei loro comportamenti può consentire di gestire meglio anche la loro tutela. Dunque è utile sapere, ad esempio, che i gatti sono attratti dalle scatole, perché le considerano uno strumento di protezione; chiuse su tre lati, lasciano aperto solo lo spazio per consentire all’animale di osservare tutto quello che succede intorno.

Come suggerisce, inoltre, Agenzia DIRE, un altro comportamento comunissimo tra i gatti sono le fusa. Considerando che sono, spesso, associate ad esperienze positive, le fusa dovrebbero rappresentare uno stato di benessere del gatto. I mici imparano appena nati a fare le fusa, un po’ come i primi vagiti dei bimbi neonati; tuttavia, può succedere che i gatti esprimano anche spavento o dolore con le fusa, ma in questo caso la modulazione della frequenza sonora appare diversa. Tra gli altri comportamenti ‘strani’ dei felini anche il gesto di impastare. Secondo gli esperti, questo dovrebbe derivare dai cuccioli che impastano nello stomaco della madre per stimolare il flusso di latte; quindi si tratterebbe di un atto istintivo di conforto. Infine tra le consapevolezze più comuni: la paura dell’acqua. È noto, infatti, che tutti i felini fuggano da questo elemento. Abituati a compiere l’igiene personale attraverso pratiche che non prevedano l’utilizzo dell’acqua, i gatti potrebbero sentirsi a disagio con la pelliccia bagnata che impiega molto tempo ad asciugarsi. Un’altra ipotesi, invece, è legata alla paura di alterare il proprio odore. Ad ogni modo, niente di tutto questo sembra rendere i felini meno affascinanti e degni di protezione.

L’appello di AIDAA per i gatti bianchi

Sulla tutela dei gatti interviene anche AIDAA che lancia un appello allarmante. L’associazione si concentra sul rischio di estinzione dei mici bianchi sempre in numero minore nelle case e nei rifugi. Questi animali, che da sempre hanno rappresentato una rarità, potrebbero rischiare di scomparire. Secondo una stima parziale condivisa da AIDAA il gatto bianco conterebbe non più di 45.000 esemplari oggi; dato che si confronta ai circa 7 milioni di felini presenti nelle case italiane. “Anche nei gattili e rifugi che abbiamo interpellato la presenza di gatti completamente bianchi è una rarità. Infatti nei cento gattili che ospitano complessivamente quasi 11.000 gatti adottabili i gatti bianchi sono meno di 500 compresi i cuccioli“. Questo quanto comunicato in una nota dall’Associazione Italiana Difesa Animali Ed Ambiente.

Per quanto riguarda le cause di questa potenziale estinzione, da AIDAA rivelano: “Non sappiamo quali siano i motivi di questa forte riduzione di mici bianchi. Sicuramente qui non ci sono riti e scaramanzie che come avviene per i gatti neri rischiano di essere motivo di superstizione, ma in una giornata come questa, dove il micio è al centro dell’attenzione, vogliamo rilevare che i mici biancomantati diventano sempre più una rarità, bellissima ma pur sempre rarità nel panorama felino italiano“.

Cultura, Ambiente & Pets

Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.