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L’appello di PETA contro l’uso di orsi per l’addestramento di cani da caccia

Un filmato di denuncia ha messo in moto una protesta dell'organizzazione no-profit che sostiene i diritti degli animali

Un comunicato ufficiale annuncia che PETA Germania ha rilasciato un filmato sconvolgente nel quale si vedono due cani attaccare, per diversi minuti, un orso incatenato; il video arriva dalla Russia e sembra la prova di un sistema di addestramento ritenuto obsoleto e violento (oltre che illegale). Il filmato, in cui uno dei cani azzanna la gamba dell’orso, è stato acquisito dai sostenitori russi per i diritti degli animali che, presso lo stesso centro, hanno registrato anche la presenza di un tasso e di un cinghiale detenuti in gabbia.

Sebbene l’impiego di animali selvatici nell’addestramento dei cani da caccia sia illegale anche in Russia, alcune recenti inchieste dimostrano che tale legge non sia sempre applicata. Sembrerebbe, infatti, che altri 18 centri si troverebbero solo nella regione di Mosca. PETA Germania ha dunque chiesto al Presidente Vladimir Putin di prendere immediati provvedimenti in merito alla questione.

La denuncia di PETA

È vergognoso che degli orsi vulnerabili siano ancora attaccati e feriti dai cani, quando le autorità russe hanno il potere di impedirlo“; queste le parole di Peter Höffken, specialista di animali selvatici per PETA Germania. “La PETA sta esortando con deferenza il Presidente Putin ad accertarsi che le autorità di tutto il paese pongano fine a questa pratica barbarica e illegale una volta per tutte”. Secondo quanto si apprende dal comunicato ufficiale di PETA, gli orsi e gli altri animali selvatici adoperati per l’addestramento di cani da caccia sono, spesso, detenuti in gabbie molto piccoli; condizione che, oltre a procurare ferite e traumi, è complice di stati di stress che possono condurre addirittura alla morte.

Una vita di maltrattamenti che spesso si conclude con l’uccisione quando l’animale diventa ‘inutile’. Ma non solo gli animali selvatici, tutte le creature coinvolte in questa pratica sono a rischio, cani compresi; quest’ultimi infatti possono rischiare di essere feriti mortalmente durante l’addestramento. Come conclude il comunicato, la PETA, il cui motto, in parte, recita che “gli animali non sono una nostra proprietà, e non abbiamo diritto di abusare di loro in alcun modo“, si oppone allo specismo, una visione del mondo basata sulla supremazia umana.

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Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.
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