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300 tartarughe trovate morte in Messico, i rifiuti in mare tra le possibili cause

Inquinamento e pesca illegale tra le cause principali di decesso delle creature marine

Strage di tartarughe in Messico: tra le cause del decesso, di oltre 300 esemplari, non è da escludere la presenza di rifiuti in mare. Secondo quanto riferito dai media locali, sarebbero almeno diverse centinaia le creature trovate senza vita sulla spiaggia di Moro Ayuta nello stato di Oaxaca; appartenenti alla specie delle tartarughe marine olivacee (Lepidochelys olivacea), si tratterebbe di una delle specie più piccole come dimensioni presenti al mondo.

La pesca illegale e la morte delle tartarughe

Non  si tratta del primo caso in cui delle specie marine perdono la vita a causa dell’inquinamento in mare; se in certe circostanze il decesso degli animali è causato dall’inalazione di sostanze tossiche, in altre può essere generato per l’ingerimento di detriti. In altri casi ancora, probabilmente come nel caso delle 300 tartarughe trovate prive di vita nella spiaggia del Messico, si tratta delle conseguenze dei rifiuti abbandonati. La presenza di reti da pesca lasciate in mare senza attenzione e controllo ha causato non poche vittime; gli esemplari di Lepidochelys olivacea sono purtroppo le ultime di una lunga lista.

Secondo quanto riferito dai media locali, infatti, le analisi sui corpi delle tartarughe decedute avrebbero dimostrato la morte degli esemplari per soffocamento; gli animali, trovati a centinaia sulla costa occidentale del Messico, non sarebbero riusciti a risalire in superficie, per poter prendere l’aerea sufficiente a respirare e tornare ad immergersi, perché rimaste impigliate in reti abbandonate e per di più illegali. Purtroppo, secondo quanto documenterebbero alcune immagini, non si tratta della prima strage di tartarughe avvenuta per questo motivo; nell’agosto del 2018, altre 300 tartarughe sono morte al largo di Puerto Escondido, a 150 chilometri da Morro Ayuta, sempre nello stato di Oaxaca. La pesca illegale, associata alla noncuranza delle attrezzature lasciate in mare, è e resta una delle cause principali della morte di molte creature marine.

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Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.
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