Specie aliene: perché si definiscono così e quando diventano pericolose

Con il termine ‘specie aliene‘ (o specie alloctone invasive) si intendono animali, ma anche piante, esotiche introdotte in un ambiente non autoctono; nella maggior parte dei casi, questo può rappresentare un rischio poiché la convivenza con specie del posto non risulta possibile. Introdotte, volontariamente o accidentalmente, in ambienti al di fuori del proprio habitat naturale, possono costituire una minaccia, non solo alla biodiversità, ma anche alla salute umana.

Le specie aliene sono, quasi sempre, trasportate dall’uomo anche se in certi casi l’introduzione in habitat diversi da quello di origine potrebbe non essere totalmente volontaria. La maggior parte di queste specie si insediano velocemente e in maniera invasiva, causando danni all’ecosistema in cui si introducono; in questo caso si parla di specie aliene invasive o IAS, acronimo dell’inglese Invasive Alien Species. Tuttavia alcune specie aliene non sono sempre invasive, ma lo diventano solo quelle che trovano, nell’area di introduzione, condizioni ottimali per riprodursi e diffondersi.

Specie aliene: perché sono più forti?

A definire alcune specie più invasive rispetto ad altre è una combinazione di fattori ecologici e biologici, che possono rendere le specie introdotte competitive e più resistenti delle specie autoctone; a questi si combinano anche fattori variabili come le temperature o le precipitazioni. Insomma vige la legge del “sopravvive il più forte” e spesso, il più debole è proprio l’animale nativo. Tra le specie aliene più invasive, conosciamo, ad esempio, la zanzara tigre.

La zanzara tigre fu introdotta accidentalmente in Europa tra gli anni Settanta e Novanta e si è diffusa in maniera incontrollata ovunque; si tratta di una specie che, oltre alla puntura fastidiosa, può trasportare gravi patologie o generare allergie. Anche la nutria è una specie aliena; il roditore originario del Sud America, sul finire dell’800 ha cominciato ad essere allevato anche in Nord America e in Europa (Italia inclusa) come animale da pelliccia; dopo il declino di questo commercio, molti animali furono liberati diventando invasivi. Le nutrie, infatti, rappresentano oggi un vero sinonimo di sterminio della vegetazione acquatica fuori dal loro habitat naturale.

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Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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