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Randagismo, 500mila cani in Italia: incentivare le adozioni anche contro il mercato nero

Aiutare i quattro zampe di strada o che vivono nei canili rappresenta un beneficio non solo per gli animali

Sono circa 500mila i cani randagi che si trovano nelle strade italiane; ma il randagismo è un fenomeno che interessa tutto il mondo, con circa 200 milioni di quattro zampe senza casa. Le stime ufficiali arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute ha condiviso i dati. I numeri sono alti e forniscono una situazione allarmante da diversi punti di vista; nel 2020 si sono registrati: 76.192 ingressi in canili sanitari, 42.665 in canili rifugio e 42.360 adozioni di cani randagi. Tuttavia il numero delle creature a quattro zampe fuori dalle strutture è molto più alto: le stime del 2019 parlavano addirittura di 500-700mila cani in strada.

Inoltre, sembra che il fenomeno del randagismo sia diffuso soprattutto in alcune regioni d’Italia; l’abbandono si intensifica soprattutto nel periodo estivo o in concomitanza con la stagione della caccia. La promozione dell’adozione e la sensibilizzazione contro l’abbandono sono tematiche che non dovrebbero mai essere sottovalutate. La presenza massiccia di cani nei canili, infatti, interessa non solo le persone che amano gli animali.

Perché è fondamentale preoccuparsi del randagismo

Michele Anzaldi scrive su Facebook: “Ogni cane ospitato nei canili ha un costo di circa 7mila euro all’anno, solo nel 2020 ci sono stati circa 120mila nuovi ingressi per un costo totale stimato di 840 milioni di euro”. Spiega inoltre il deputato di Italia Viva che se tutti i 500mila cani randagi in Italia fossero ospitati nei canili si avrebbe un costo “per gli enti pubblici tra i 3,5 e i 5 miliardi di euro all’anno”. Ma oltre al gravo economico, il rischio potrebbe essere anche l’incremento del mercato nero di cuccioli; “un business malato, a spese pubbliche, sulla pelle dei cani stessi, costretti per mesi e mesi, se non addirittura per tutta la loro vita, in una condizione di vera e propria tortura”, spiega ancora Anzaldi.

Combattere il mercato nero e promuovere le adozioni

In occasione della Giornata Internazionale del Cane dello scorso 26 agosto, la Coldiretti ha reso nota un’indagine su dati dell’Osservatorio Agromafie; la situazione del mercato nero e del traffico illegale di cuccioli è allarmante. Spiega la Coldiretti: “Questi esemplari, assai spesso imbottiti di farmaci per farli apparire in buona salute”; gli animali sono trasportati in condizioni tutt’altro che dignitose, pressati, nascosti, stipati come se si trattasse di merce inanimata.  

Si tratta di una vera sofferenza per gli animali; una spinta dalla quale si dovrebbe partire per considerare le adozioni come una vera risorsa per il bene dei cani. Rivela ancora Coldiretti: “Il traffico di animali da compagnia costituisce un danno per tutte le parti coinvolte, ad eccezione di chi lo gestisce. Ad esserne colpiti sono, oltre che gli allevatori ed i rivenditori onesti, in primo luogo gli animali stessi, vittime quasi sempre di maltrattamenti ed abusi“. Offrire ad un cane randagio il calore di una casa è principalmente un gesto carico di amore, ma rappresenta, in conclusione, anche un modo per aiutare chi si occupa dei quattro zampe in maniera onesta.

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