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Tartarughe d’acqua: come prendersi cura dei loro occhi e prevenire gravi patologie

Come prendersi cura dei piccoli rettili domestici

Le tartarughe d’acqua sono tra i rettili che, oggi, vengono allevati a casa; tuttavia, come per altri animali domestici, queste creature necessitano di cure specifiche. Tra le parti più soggette ad infezioni e malattie vi sono gli occhi; proprio per questo, è importate prestare attenzione a particolari anomalie, affinché la tartaruga non venga colpita da patologie gravi e irreversibili.

Occhi puliti, senza muco, pus, croste e segni di infezioni, sono (in genere) sani. Occhi infossati, invece, possono essere sintomo di malessere; quest’ultimi potrebbero indicare disidratazione e malnutrizione cronica. Palpebre gonfie e tumefatte possono rappresentare un’infezione in corso, oppure una carenza di vitamina A. Per fare in modo che la tartaruga d’acqua non cada vittima di patologie gravi è bene prestare attenzione ad alcuni accorgimenti.

Come prendersi cura degli occhi delle tartarughe d’acqua

Mantenere il luogo in cui la tartaruga d’acqua vive ben pulito è la prima accortezza; l’igiene della vaschetta è fondamentale per evitare l’insorgere di infezioni dovute a batteri o agenti patogeni. Importante prendersi cura anche dell’alimentazione del rettile; essa ha infatti un ruolo importante per il benessere dell’animale e, se adeguata, permette di assumere tutte le vitamine. La carenza della vitamina A, per esempio, può provocare una patologia che si presenta, spesso e soprattutto, nelle giovani tartarughe acquatiche. Si manifesta attraverso l’alterazione delle superfici che rivestono l’apparato respiratorio, congiuntivale e genitourinario.

Il sintomo più evidenti sono la chiusura degli occhi e l’edema delle palpebre che appaiono, particolarmente, gonfie; nei casi più gravi, la tartaruga potrebbe smettere anche di mangiare. Per i più i inesperti questi sintomi potrebbero essere confusi con la congiuntivite, di conseguenza, ad ogni caratteristica anomala è sempre buona prassi una visita dal veterinario. Questa patologia, se presa in tempo, può essere curata, ma è anche possibile prevenirla con un’alimentazione adeguata.

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Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.
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