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Pesce chirurgo: l’origine del nome e curiosità su questa specie particolare

Divenuto famoso grazie ad un celebre film di animazione questo pesce ha delle caratteristiche uniche

Alla Ricerca di Nemo prima e Alla Ricerca di Dory poi sono i film di animazione che hanno reso famoso il pesce chirurgo; è infatti questa la specie della smemorata pesciolina Dory, che ha fatto sorridere ed emozionare adulti e bambini con le sue gesta. Non si tratta infatti di una specie di fantasia, ma il pesce blu con le pinne gialle esiste in natura ed ha un nome davvero singolare.

Il pesce chirurgo si chiama così non di certo per le sue doti in sala operatoria ma per via del suo aspetto; deriva dalle strutture a forma di bisturi che si trovano vicino alla coda. A seconda della specie di pesce chirurgo, che in natura sono diverse, i “bisturi” possono essere uno o due a lato della coda. Questa particolare conformazione fisica permette a queste creature di difendersi e attaccarsi quando litigano con i loro simili; ma benché si potrebbero procurare dei tagli, le ferite inferte non risultano essere mai letali.

Il carattere del pesce chirurgo

Conosciuto anche con il nome di Surgeonfish, il pesce chirurgo è una creatura molto affascinante e dai colori vivaci. Alcune specie, in particolare, sembrano avere una personalità intraprendente; potrebbe capitare che quando il proprietario si avvicini al vetro dell’acquario il pesce chirurgo sia il primo ad avvicinarsi e ad avvertire la presenza di un umano. Una particolarità ulteriore legata a queste creature acquatiche è il fatto che di notte tendono a schiarirsi su tutto il corpo cambiando praticamente di colore. Il loro habitat naturale sono i mari tropicali; si trovano, in genere, in acque poco profonde e limpide. Le dimensioni possono variare molto da specie a specie; e se alcuni pesci chirurgo si adattano alle dimensioni di un acquario domestico, altri possono raggiungere anche i 100 cm. Vivono in genere in branchi o a coppie e possono coabitare anche con gli invertebrati ed altri pesci della barriera corallina, ma bisogna sempre accertarsi che la loro indole non sia particolarmente aggressiva.

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Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.
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