Scoperta incredibile e agghiacciante in aeroporto: ecco di cosa si tratta [FOTO]

E’ successo in un aeroporto della Turchia, i militari hanno fatto una scoperta incredibile e al contempo agghiacciante. Trovati e sequestrati circa 34 kg di corni di rinoceronte. Gli agenti hanno fatto la scoperta, durante un’operazione anti-contrabbando. La vicenda ha avuto luogo all’aeroporto di Istanbul-Atatürk. La notizia è stata data, dal Daily Sabah, che ha raccontato tutti i dettagli della vicenda.

I corni di rinoceronte, si trovavano all’interno dei bagagli di un passeggero. L’uomo era un vietnamita e viaggiava dal Mozabico, in direzione dell’aeroporto di Ho Chi Minh. Il Ministero del Commercio, che immediatamente sequestrato la refurtiva, ha stimato il valore dei corni di rinoceronte. Il bene, secondo le informazioni del Ministero, equivale a circa 12 milioni di lire turche, più o meno, 1,98 milioni di euro.

Il momento del sequestro

Secondo quanto riferisce il Ministero del Commercio, è stato possibile sequestrare i corni di rinoceronte, poiché le forze dell’ordine erano già state allertate dall’atteggiamento sospetto del vietnamita. Il ministero ha infatti affermato che i viaggi passati del passeggero vietnamita hanno innescato degli alert nel sistema di informazioni sull’intelligence. Questo ha spinto le forze di sicurezza a trattenere il passeggero al momento dello sbarco. I corni di rinoceronte sequestrati, si sono adeguati ai sensi della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione della fauna e della flora (CITES). A seguito del sequestro è stata inoltre avviata un’indagine ufficiale sul passeggero e i corni sono stati consegnati a una filiale locale del Ministero dell’alimentazione, dell’agricoltura e dell’allevamento.

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La piaga del commercio illegale

In questo caso, si parla della denuncia di traffico illecito di cuccioli. I cani sequestrati dalla Guardia di Finanza, sono oltre 150 e la vicenda ha comportato anche ad otto arresti. Gli animali, portati all’estero in età pre-svezzamento e con la complicità di due allevamenti bergamaschi, erano microchippati ai cani di tutte le razze, che poi venivano venduti. I cani, venduti, nella maggior parte dei casi, non raggiungevano nemmeno il primo mese d’età. Gli allevamenti dai quali provenivano i cuccioli si trovavano in Ungheria, Polonia e Slovacchia.

L’indagine e l’arresto di otto persone

Il traffico illecito dei cuccioli, era gestito da otto persone. I responsabili dell’atto illegale, erano sei cittadini italiani e due stranieri. La Polizia stradale di Amaro (Udine), aveva intrapreso l’ indagine già nel mese di dicembre 2017 a seguito di un sequestro di 65 cani intercettati in un’auto lungo la A23 ad Amaro. La polizia ha condotto le indagini anche nei mesi successivi , coordinate dal sostituto procuratore Andrea Gondolo. Grazie alle indagini è stato possibile ricostruire il traffico e sequestrare circa 150 cuccioli in sei mesi. L’attività, presentata in conferenza stampa il 20 novembre scorso, dal Comandante della Polizia stradale di Udine, Vice Questore Aggiunto Rita Palladino. Grazie agli innumerevoli pedinamenti, all’utilizzo di apparecchiature satellitari e alle intercettazioni telefoniche attivate, gli investigatori hanno potuto fin da subito ipotizzare l’esistenza di un vasto e fiorente traffico illecito di animali.

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