Commercio di carne di cane: nuove leggi che lo vietano

In molti paesi dell’est del mondo, esiste il commercio e la macellazione di carne di cane. Adesso però, iniziano a diffondersi nuove leggi che lo vietano, considerandolo una pratica atroce e illegale. Da un recente servizio della trasmissione Le Iene, in onda su Italia 1, si poteva evincere quanto il consumo di carne di cane, fosse diffuso in certe popolazioni asiatiche, ma che ciò che maggiormente sconvolge, è il modo in cui questi animali vengono trattati durante il commercio. Alcuni paesi, mossi dalle critiche forti degli animalisti, hanno iniziato a diffondere il divieto di questa pratica. Dopo il Taiwan, anche Hanoi vieta la vendita di carne di cane. E’ stato Il Dipartimento della Salute della città del Vietnam ad annunciare che la macellazione e il commercio dei cani ai fini alimentari sarà gradualmente vietato, anche se per arrivare al divieto totale, bisognerà attendere il 2021, anno nel quale saranno definitivamente chiusi, tutti i ristoranti in cui si consuma carne di cane.

A muovere il Comitato popolare di Hanoi, verso la scelta di seguire il Vietnam, è stata la sempre più acuta pressione da parte dell’opinione pubblica; il comitato ha infatti dichiarato: “Macellare e usare carne di cane e di gatto ha creato obiezioni tra i turisti e i visitatori internazionali che vivono ad Hanoi, colpendo l’immagine di una capitale civilizzata”. Inoltre, anche se per centinaia di commercianti il sostentamento dipende dal commercio di questo tipo di carne, le generazioni più giovani non la consumano più. Ad Hanoi, oggi, più di mille negozi vendono carne di cane e di gatto, oltre al fatto che il 15% dei cani presenti in città, venga ancora allevato, appositamente per essere mangiato. Nonostante il deficit economico, pare che il consumo di carne di cane, leda in maniera consistente l’immagine dei paesi, nei quali viene consumata; quindi il divieto si sta diffondendo come misura sempre più necessaria. Sono tanti i paesi nel mondo in cui non esistono vere e proprie leggi che vietano questa pratica, tra queste anche l’Italia.

L’atroce pratica dello Yulin

In Cina ogni anno si celebra lo Yulin, il crudele e atroce mercato della carne di cane. Le telecamere del programma Le Iene sono riuscite a documentare il festival, riportando immagini scioccanti sull’evento. Il reportage esclusivo di Giulia Innocenzi e Francesca Di Stefano, mostra la maniera brutale con la quale vengono trattati quelli che per noi sono i migliori amici dell’uomo. Nel video che riportiamo nell’articolo, abbiamo scelto solo una parte, evitando di rischiare di urtare la sensibilità dei nostri lettori; ma le scene sono raccapriccianti. Lo Yulin, si svolge nella Cina del Sud, ogni anno a giugno e sono migliaia i cani e gatti che vengono macellati ogni anno in onore di quella che nel sud della Cina viene considerata una tradizione. Niente da obbiettare contro la cultura di un popolo diverso, con abitudine diverse, ma ciò che è degno di denuncia è l’atrocità con la quale gli animali vengono trattati. Presi con sbarre di ferro e tenuti per il collo, bastonati per essere storditi, ammassati in gabbie dalle dimensioni ridotte e senza alcun rispetto delle condizioni igieniche, per poi terminare la loro triste agonia: sgozzati sulla strada.

Il mondo protesta

Ma dal mondo si è innalzata una grande protesta, cittadini di tutto il mondo e personaggi del mondo dello spettacolo urlano l’incalzante richiesta di porre fine a questo massacro: tra questi anche l’attore americano Matt Damon e il cantante Tiziano Ferro, che dal suo profilo Facebook ha lanciato un forte appello. La voce della protesta è arrivata fino in Cina ed è per questo motivo che ad oggi è vietato agli stranieri di entrare, la paura è che chiunque possa documentare le atrocità e diffondere immagini che possano mettere finalmente la parola fine al mercato della carne, compromettendo però gli affari che su di esso hanno costruito un’impero. Ma grazie alla trasmissione di denuncia Le Iene, le immagini si stanno diffondendo e la speranza che qualcuno possa finalmente fare qualcosa cresce. Diverse iniziative, sono già in atto, come quella promossa grazie al coraggio di Davide Acito, che con l’aiuto della stilista Elisabetta Franchi è riuscito ad aprire un centro di recupero per tutti i cani, che sono stati salvati dalla mattanza. Grazie alla creazione di un sistema di informazione online è possibile adottare e salvare uno o più di questi cani: speriamo che tutto questo possa cambiare la sorte di questi animali e che venga punito chi di dovere.

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