Cane Angelo: lettera delle associazioni al Ministro Orlando affinché venga fatta giustizia

Dopo il provvedimento emesso dalla Questura di Cosenza nei confronti dei quattro ragazzi di Sangineto che hanno torturato e ucciso il cane Angelo, alcune associazioni hanno scritto una lettera aperta al Ministro Orlando.

Cane Angelo: lettera delle associazioni al Ministro Orlando affinché venga fatta giustizia

Continua l’ondata di sdegno e di proteste contro il terribile crimine commesso da quattro ragazzi di Sangineto sul cane Angelo, seviziato e brutalmente ucciso (LEGGI ANCHE IN PIAZZA PER ANGELO, IL CANE BASTONATO E IMPICCATO DA 4 RAGAZZI “NORMALI”). Da mesi da tutta Italia si leva un solo grido: “giustizia per Angelo”. Il caso è stato oggetto di attenzione anche da parte della trasmissione televisiva “Le Iene”, che vi ha dedicato due servizi speciali (LEGGI ANCHE “LE IENE” A SANGINETO PER IL TERRIBILE CASO DEL CANE ANGELO: IL PAESE RISPONDE CON OMERTÀ E MINACCE  e SANGINETO: LE IENE RIESCONO A INTERVISTARE DUE DEI RAGAZZI CHE HANNO SEVIZIATO IL CANE ANGELO).

Cane Angelo: lettera delle associazioni al Ministro Orlando affinché venga fatta giustizia

Dopo l’annuncio del provvedimento preso dalla Questura di Cosenza per l’emissione di misure restrittive nei confronti degli artefici delle torture inflitte al cane relativamente alla loro condotta (LEGGI ANCHE CANE ANGELO: LA QUESTURA DI COSENZA EMETTE MISURE DI PREVENZIONE PER I RESPONSABILI), continua incessante, da parte degli animalisti e non solo, la richiesta di accelerare i tempi del processo, affinché sia fatta davvero giustizia nel più breve tempo possibile. Alcune associazioni si sono riunite per stilare una lettera aperta indirizzata al Ministro della Giustizia Orlando. Di seguito il testo:

Signor ministro della Giustizia

Alcuni mesi fa, a Sangineto, provincia di Cosenza, Calabria, Italia, Europa, non quarto mondo, non zona di guerra, quattro ragazzi hanno torturato e ucciso, a palate, previa impiccagione, senza alcun motivo, un cane meticcio, di pelo bianco, che è stato chiamato Angelo, hanno filmato le loro azioni e le hanno immesse in rete. Il video è straziante e chi lo ha visto, anche quelli abituati a contesti molto difficili, non può dimenticarlo, soprattutto per l’assoluta indifferenza degli aguzzini, una sorta di “normalità del male”.

Il fatto ha avuto grande rilievo mediatico, la popolare trasmissione “Le Iene” ha mandato in onda un servizio realizzato a concreto rischio dei giornalisti, Facebook ha incanalato un’ondata di proteste, per un fatto che gli abitanti del luogo, sindaco compreso, tentano di derubricare a ragazzata, deplorando invece la diffusione dell’evento e sostenendo, in un prevedibile copione, che gli autori sono bravi ragazzi e che Angelo, in fondo, era soltanto un cane.

Con grave ritardo, la questura di Cosenza ha emesso misure di prevenzione e la Procura di Paola ha aperto un fascicolo, avviando indagini preliminari, probabilmente ai sensi dell’Articolo 544 c.p. (maltrattamento di animali). Non siamo in grado d’immaginare un procedimento più facile, con gli autori del crimine che hanno realizzato e diffuso, autonomamente, una piena confessione; ove fossimo i loro legali, li valuteremmo indifendibili, suggerendo loro d’invocare la clemenza della corte. Nonostante Angelo fosse giuridicamente un essere senziente, le pene previste per il suo omicidio, perpetrato con crudeltà, per futili motivi e in concorso, sono ridicolmente lievi, poiché la legislazione italiana non recepisce teorie criminologiche avanzate, che ritengono la crudeltà verso gli animali uno degli elementi predittivi verso forme di devianza criminale gravissime.

Tuttavia, l’ondata d’indignazione, potenza del web, ha travalicato i confini locali e nazionali e le persone perbene, ancora maggioranza, si attendono che i responsabili siano puniti, ai sensi di legge vigente, né più, né meno, possibilmente in tempi non biblici, poiché una condanna dopo anni non servirebbe né al recupero dei rei, né come monito verso possibili emuli, convinti della probabile sostanziale impunità. Sarebbe soltanto denegata giustizia, fallimento del sistema giudiziario e sconfitta dello stato.

Siamo certi, perché, nonostante tutto, ancora crediamo in questo Stato e nella giustizia che Ella rappresenta, se non altro politicamente, che sarà fatto tutto il possibile e il doveroso, perché Angelo, ovunque sia, possa vedere i suoi aguzzini puniti e non sia ucciso una volta di più, anche nella memoria, perso tra rimpalli di responsabilità, sottovalutazione, menefreghismo, omertà strisciante e burocratica amministrazione della legge.

Non riporterà in vita Angelo, ma il patto millenario suo e di tutti i cani con gli umani sarà onorato, avrà compiuto il suo dovere di ministro, andrà a letto più sereno e gli italiani onesti le saranno grati.

Roberta Filoscia (Ass. “Musi sereni”)

Alessia Buzzavo (Ass. “Mifidodifido”)

Raffaello Federighi – Antonella Bruni (Studio legale canino associato Lupotti & De Canibus)

Elvia Viglino (“Amicianimali Onlus”)

Maria Antonietta Stella (“Animaliamiciviterbo.it”)

Photo Credits: Twitter