Sangineto: Le Iene riescono a intervistare due dei ragazzi che hanno seviziato il cane Angelo [VIDEO]

Il 30 ottobre 2016 è andata in onda la seconda parte del servizio de Le Iene: “L’uomo è sempre l’animale più crudele”, in cui l’inviata Nina Palmieri è riuscita a intervistare due dei ragazzi che hanno seviziato e brutalmente ucciso il cane Angelo.

Sangineto: Le Iene riescono a intervistare due dei ragazzi che hanno seviziato il cane Angelo [VIDEO]

La settimana scorsa Le Iene si erano recate a Sangineto per cercare di intervistare i ragazzi che si sono macchiati dell’atroce barbarie compiuta contro il cane Angelo, impiccato e ucciso a bastonate (LEGGI ANCHE IN PIAZZA PER ANGELO, IL CANE BASTONATO E IMPICCATO DA 4 RAGAZZI “NORMALI”). L’inviata Nina Palmieri aveva cercato di scoprire le motivazioni che hanno indotto al folle gesto, ma era stata accolta con minacce e urla da tutto il paese. Finanche il parroco si era rifiutato di rilasciare dichiarazioni e infine la giornalista e il cameraman erano stati invitati dai Carabinieri a lasciare il paese (LEGGI ANCHE “LE IENE” A SANGINETO PER IL TERRIBILE CASO DEL CANE ANGELO: IL PAESE RISPONDE CON OMERTÀ E MINACCE).

Sangineto: Le Iene riescono a intervistare due dei ragazzi che hanno torturato e ucciso il cane Angelo [VIDEO]

A distanza di una settimana, invece sembra che il paese abbia avuto un ripensamento e nella puntata del 31 ottobre 2016 è stato mandato in onda un video in cui Nina Palmieri riesce ad intervistare due dei ragazzi coinvolti nell’orribile vicenda e nel quale parlano anche alcuni abitanti del paese che si dissociano dall’omertà mostrata nel video precedente. I due ragazzi del gruppo responsabile delle sevizie inflitte ad Angelo che si sono lasciati intervistare, di fronte alla telecamera non hanno saputo spiegare il motivo del loro gesto. Il Sindaco di Sangineto si è espresso affermando: Non è il Sindaco di Sangineto che si sveglia la mattina e può cambiare la pena per quel tipo di reato. Dobbiamo aspettare il processo. La giustizia darà delle risposte. E infatti ora in tutta Italia non si attende altro, che la giustizia faccia il suo corso, magari con una pena esemplare che possa fungere da deterrente affinché non accadano mai più atrocità del genere.

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