Coccolare i gatti li rende sereni, soddisfatti e più sani. Lo dice la scienza

Coccolare un gatto fa bene alla salute. Fior di ricerche su ricerche hanno comprovato quello che tutti i proprietari di mici sapevano da tempo: accarezzare un pelosetto e sentirlo fare le fusa rilassa, mette di buonumore, aiuta a superare i momenti no della vita e, addirittura, ti permette di superare le giornate grigie e uggiose dell’inverno. Ma queste dimostrazioni d’affetto non mantengono in forma solo gli esseri umani. Anzi, secondo un recentissimo studio fanno bene in primo luogo proprio ai felini.

Dalla ricerca pubblicata su Preventive Veterinary Medicine, infatti, è risultato che le coccole umane rendono i gatti più soddisfatti e meno ansiosi. E questo aumenta le loro difese immunitarie. L’esperimento è stato condotto su 96 gatti: qgni giorno e per 10 giorni sono stati sottoposti a 4 sessioni di coccole da circa 10 minuti ognuna. Sono stati registrati dei cambiamenti sia nello stato emozionale, sia nelle risposte immunitarie delle mucose.

Non solo. I gatti “amati” hanno mostrato una minore probabilità di contrarre infezioni rispetto a quelli “non trattati” con la dose di carezze quotidiana. Analizzando le loro feci, infatti, sono state trovate maggiori quantità di immunoglobine A, un tipo di anticorpi che previene le infezioni locali. Inoltre, i mici coccolati hanno presentato meno problemi respiratori rispetto a quelli che non venivano “toccati in modo gentile” frequentemente. Nadine Gourkow, consulente del benessere degli animali, nonché uno dei due ricercatori che hanno condotto questo studio, ha detto a The Huffington Post che ha trovato una “forte associazione tra le emozioni positive indotte dal ‘Gentling’ e la buona salute degli animali“.

Abbiamo scoperto – ha poi aggiunto l’altro scienziato, Clive JC Phillipsche il gatto domestico è molto sensibile al buon trattamento degli esseri umani“. Gli autori hanno poi annunciato di voler continuare e approfondire lo studio in questo campo. E non è escluso che, prima o poi, non aggiungano anche cani all’esperimento.

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