“Bias estetico”: quanto influisce la bellezza di una specie nella sua tutela

Si chiama “Unveiling” ed è un progetto attraverso il quale un gruppo di ricerca tenta di spiegare questo fattore determinante

Lo spirito da cui parte Unveiling è quello di proteggere le farfalle dal rischio estinzione; attraverso questo progetto, però, è possibile comprendere anche quanto la bellezza di una specie influisca nel suo desiderio di tutelarla. Il Bias estetico è quel concetto attraverso il quale avviene una sorta di selezione; ovvero si decide se una creatura merita di essere tutelata anche attraverso il suo aspetto? Questo è quanto tenteremo di comprendere.

Il progetto promosso dall’Università di Firenze coordinato dai dipartimenti di Lettere e filosofia e di Biologia, coinvolge i cittadini nella tutela ecologica delle farfalle; inoltre tale programma mette in relazione l’estetica con la zoologia. Unvelling vuole indagare sul ruolo della bellezza nell’elaborazione di strategie per la conservazione di una specie.

È il Bias estetico al centro di questo progetto che prevede una particolare votazione da parte dei cittadini; l’indagine si basa su quel pregiudizio che spinge le persone a tutelare una specie più bella rispetto ad una più ‘brutta’. Insomma, sottolineare come il grado di coinvolgimento rispetto ad un animale dipenda anche e spesso dal suo aspetto.

L’influenza del Bias estetico

Si tratta di una sorta di concorso, che però non intende promuovere la farfalla più bella, ma individuare un modo per tutelare le specie più a rischio. Il progetto Unveiling indaga sul ruolo e sulla rilevanza della dimensione estetica per l’ideazione e l’implementazione di strategie atte a conservare animali a rischio; si tratta del Bias estetico che in questo caso specifico fa riferimento alle farfalle europee. Il team coordinato da Mariagrazia Portera, ricercatrice in Estetica presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia, e Leonardo Dapporto, ricercatore in Zoologia presso il Dipartimento di Biologia si sono chiesti quanto la bellezza di una specie possa veramente influenzare sul desiderio e l’impegno a proteggerla.

Secondo quanto si legge su Ansa: “L’ipotesi alla base dell’esperimento – spiega Portera – è che, a parità di rischio d’estinzione, non tutte le specie di farfalle godano allo stesso modo di forme di tutela. Sembra che tendiamo a investire e a impegnarci di più per le specie che ci risultano più belle. Ma tutte hanno bisogno di protezione“. A tal proposito questo progetto potrebbe avere un impatto potenziale molto alto, in quanto andrebbe a valutare quanto il Bias estetico influenzi le Liste Rosse e se riflette veramente la situazione attuale della fauna in pericolo.

Il progetto Unveiling

Il  team di ricerca ha raccolto diversi dati, durante mesi di lavoro, questi atti a capire il funzionamento dell’apprezzamento estetico; i cittadini sono stati invitati ad inviare foto segnalando farfalle europee e caricandole sul sito citizen science iNaturlist. Questo ha permesso di coinvolgere le persone in un archivio condiviso, avvicinando tutti anche al tema della biodiversità e della necessità di tutela di tutte le specie a rischio estinzione. I cittadini sono poi chiamati a svolgere un test per votare le farfalle che ritengono più belle; inoltre, ogni partecipante deve assegnare loro voti e poi abbinare un’emozione alle diverse foto. Questo contributo potrà permettere di stabilire quanto il Bias estetico abbia influenza sulla sensibilizzazione verso una specie rispetto ad un’altra.

Ma per proteggere ogni specie a rischio estinzione, come scrive ancora Ansa, Dapporto spiega: “Grazie ai risultati di Unveiling le liste di protezione nazionali e internazionali potranno essere riviste, tenendo conto dei ‘pregiudizi‘ estetici, in modo da risultare ancora più efficaci. I parchi nazionali e le associazioni ambientaliste potranno scegliere con maggior consapevolezza le loro specie-bandiera e, nel caso di farfalle a rischio ma in prima battuta non particolarmente attraenti, si potrà procedere ad azioni diversificate e multi-livello di rimodulazione e rieducazione della percezione estetica“.


Cultura, Ambiente & Pets

Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.