Stop alla corrida a Città del Messico? Arriva un’ingiunzione

Il giudice ha vietato i combattimenti fino all’inizio dell’udienza prevista per la prima settimana di giugno

La corrida continua ad essere uno sport, o uno spettacolo che dir si voglia, che continua dividere molto l’opinione pubblica. A tal proposito un giudice di Città del Messico ha emesso un’ingiunzione per stabilire se vietarne totalmente la pratica.

Nota soprattutto in Spagna, sono tuttavia diversi i paesi in cui la corrida è una pratica largamente diffusa e praticata nelle arene. Tante le proteste degli animalisti che considerano questa attività crudele, obsoleta e una violazione ai diritti e all’integrità degli animali, per la precisione i tori.

Se diverse città hanno deciso di abolire questo sport, spettacolo o combattimento (a seconda di come si preferisce definirlo), sono tanti i paesi in cui la corrida è attiva, seppur contestata anche dai cittadini che abitano il posto; a tal proposito arriva un’ingiunzione da parte di un giudice messicano, per stabilire se tale pratica potrà essere vietata per sempre.

La legge contro la corrida

Nonostante si tratti di una tradizione che, in qualche modo, rappresenta l’identità culturale del paese, un giudice messicano ha deciso di emettere un’ingiunzione per ordinare un’udienza nella quale sarà stabilito se vietare definitivamente la corrida a Città del Messico. Ormai, sempre una fetta più grande dell’opinione pubblica è concorde a ritenere questa pratica innaturale e ridicolizzante nei confronti dei tori; questo ha portato a compiere dei passi avanti verso l’abolizione, che potrebbe avvenire con l’udienza prevista per inizio giugno; nel frattempo, nessuna manifestazione dovrà avere luogo. Dal 2013 la corrida è stata abolita in quattro Stati del Messico; l’anno scorso, inoltre, la Commissione per il benessere degli animali dell’assemblea di Città del Messico ha già approvato, in via preliminare, una legge; in essa si vietano gli eventi pubblici “In cui gli animali sono soggetti a maltrattamenti e crudeltà che portano alla loro morte“.

Del resto la consapevolezza che tale pratica non rispetti, in alcun modo, i diritti degli animali sottoponendoli a sofferenze e talvolta anche alla morte si è sempre più diffusa. Città del Messico è la località che possiede più arene tra cui anche le più grandi al mondo; per tanti, dunque, non si tratta solo di mantenere in vita una tradizione, ma piuttosto anche di interessi economici che non tengono conto, però, degli animali. Ma contro chi ritiene la corrida un patrimonio culturale immateriale, ci sono associazioni di animalisti ma anche civili che si oppongono al proseguo di questa pratica. Si tratta dunque di un dibattito acceso, ma la maggioranza, al momento, sembrerebbe tendere verso l’abolizione.


Cultura, Ambiente & Pets

Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.