Animalisti contro Neuralink: scimmie morte dopo i test di microchip nel cervello

Non si arrestano le proteste contro la sperimentazione scientifica sugli animali la nuova accusa sembra violare l’Animal Welfare Act

La sperimentazione scientifica sugli animali è un argomento che agita fortemente gli animalisti e tutti coloro che non approvano che esseri viventi debbano essere utilizzati come cavie; sono moltissime, ogni anno, le creature di diverse specie (da topi, conigli, cani, scimmie, volatili) che muoiono a causa di esperimenti. E se la scienza giustifica, spesso, come necessari alcuni sacrifici, le proteste degli animalisti non si arrestano; l’ultima accusa è nei confronti della Neuralink; pare, infatti, che la società di neurotecnologie sia responsabile della morte di molte scimmie.

Animalisti contro Neuralink: scimmie morte dopo i test di microchip nel cervello

La denuncia

Secondo quanto affermato dagli animalisti, che hanno citato l’Animal Welfare Act, la Neuralink, società che vede tra i fondatori anche Elon Musk, avrebbe causato la morte delle scimmie; nello specifico i decessi sarebbero stati la conseguenza dei test con microchip nel cervello. Secondo l’organizzazione animalista, la società di neurotecnologie avrebbe praticato, dunque, l’eutanasia dopo l’esperimento.

Le scimmie impiegate negli esperimenti da Neuralink sarebbero soggette ad “estreme sofferenze“; questo quanto affermato nella denuncia del Physicians Committee for Responsible Medicine (Pcrm). L’organizzazione americana no-profit, di oltre 17mila medici, avrebbe depositato un’istanza presso il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti; l’accusa sembra piuttosto esplicita: violazione dell’Animal Welfare Act. Neuralink, sarebbe a tal proposito accusata, dell’uccisione di 15 scimmie.

scimmia laboratorio scientifico

Il sacrificio delle scimmie inevitabile?

La società di neurotecnologie avrebbe, dal canto suo, risposto alle accuse; sul blog di Neuralink, infatti, la società si difende dai presunti abusi compiuti sulle scimmie oggetto di test presso la UC Davis (Università della California), ex partner dell’azienda fondata da Elon Musk. Sul posto si legge: “Le accuse provengono da persone che si oppongono a qualsiasi uso di animali nella ricerca. Attualmente, tutti i nuovi dispositivi e trattamenti medici devono essere testati sugli animali prima di poter essere sperimentati eticamente sugli esseri umani. In Neuralink, siamo assolutamente impegnati a lavorare con gli animali nel modo più umano ed etico possibile“.

Tuttavia, come purtroppo succede spesso nel corso delle sperimentazioni scientifiche, la società di neuroteconologie ha ammesso di essere stata costretta a procedere con l’eutanasia di otto esemplari di scimmia. Come più volte hanno tenuto a precisare dai laboratori, o dalle università, che sviluppano nuovi farmaci o tecnologie mediche, attualmente la fase che comporta la sperimentazione sugli animali è, spesso, inevitabile. Questo però non può fermare chi si batte per i diritti degli animali e il riconoscimento di essi come esseri senzienti; quindi, seppur Neuralink sta sviluppando un microchip impiantabile nel cervello con il quale permettere alle persone invalide di interagire meglio con il mondo che le circonda, il sacrificio delle scimmie non può essere comunque accettato.

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Cultura, Ambiente & Pets

Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.