Animali in condominio: le regole da conoscere

Mylav fornisce alcuni consigli utili in merito alle norme condominiali da seguire quando si vive con un quattro zampe

Gli animali nei condomini possono, in certe situazioni, rappresentare un problema per alcuni dei condomini; spesso, infatti, c’è chi avanza false ipotesi o si dedica a continue lamentele. In questo caso, è bene sapere che prima di scegliere di vivere con quattro zampe, in qualsiasi tipo di abitazione, esistono delle regole che bisogna conoscere e, ovviamente, rispettare.

Leggi sugli animali in condominio

Come suggerisce la nota diffusa dal laboratorio di analisi veterinarie Mylav, esiste una legge, emanata proprio lo scorso anno, che ha modificato una normativa preesistente in merito al possesso di animali domestici in condomino; grazie a quest’ultima, dunque, nessun regolamento condominiale potrà più vietare il possesso di quattro zampe all’interno della proprio abitazione privata. In un unico caso, ovvero quando esiste un contratto di locazione, è tuttavia possibile vietare all’inquilino di portare il proprio cane nell’appartamento.

Tuttavia, per i proprietari di animali è necessario sapere che occorre rispettare delle regole precise; in primis nel rispetto degli spazi comuni e dei diritti altrui. In questo senso, ad esempio, ogni cane che si trova negli spazi comuni deve sempre essere provvisto di guinzaglio; inoltre, il padrone deve avere con sé la museruola e farla indossare in caso di necessità (museruola obbligatoria in ascensore). Opportuno precisare che bisogna sempre essere dotati di sacchettini igienici per rimuovere gli escrementi del cane in qualsiasi momento.

Il cane abbaia troppo? Come comportarsi

Per quanto riguarda l’abbaiare del cane è il caso di precisare che non esiste una legge chiara e univoca; infatti, molto dipende dalle sfumature di ogni singolo caso. Tuttavia, un paio di norme guidate dal buon senso possono evitare diversi problemi fra condomini. Innanzitutto, impedire ad un cane di abbaiare è considerata una forma di maltrattamento; il proprietario, però, in caso di situazioni controverse, deve dimostrare di aver fatto il possibile per limitare i rumori (ponendo, ad esempio, dei pannelli insonorizzanti sulla porta di ingresso).

Ovviamente tanto va fatto dal punto di vista educativo; ridurre gli stress e i cosiddetti trigger, ovvero gli attivatori, che portano il cane ad abbaiare. Per trigger si possono intendere dunque: gestualità, comportamenti, suoni costanti nei tempi e modalità che pre-allertino il cane dell’inizio di una attività di gioco o dell’ora del pasto o di una uscita di casa per fare la passeggiata.

Specie vietate

Nonostante sia noto che gli animali a rischio estinzione, particolari specie esotiche o creature pericolose non si possano tenere in casa, esistono anche delle specie più comuni che sono vietate in condominio. Per esempio, animali da cortile come le galline, potrebbero non essere ammesse in città, se non in determinati casi. Per quanto riguarda le creature esotiche, di cui abbiamo accennato, utile sapere che la loro detenzione è regolamentata da numerose leggi; il CITES è un accordo internazionale tra Stati, che ha lo scopo di proteggere piante ed animali minacciati di estinzione, regolando e monitorando il loro commercio. Di conseguenza, come chiarisce la nota diffusa da Mylav, quando si desidera detenere una specie non domestica è necessario fare richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico; ogni Stato e ogni Regione possiede poi delle specifiche limitazioni.

Gli esperti di Mylav spiegano, infine, che bisogna prestare attenzione a ciò che si ritiene esotico e/o pericoloso: “Avete presente la tartaruga Trachèmis scripta elegans? Forse il nome non vi dice niente, ma se vi dicessimo che è comunemente nota come “Tartaruga dalle orecchie rosse”? Stiamo infatti parlando della più classica delle tartarughe casalinghe, quella con le due bande rosse ai lati della testa. Queste testuggini americane sono state in passato importate, allevate e detenute in grande abbondanza nel nostro territorio. E spesso, incautamente abbandonate. Come i gamberi della Louisiana, queste tartarughe si sono riprodotte in maniera incontrollata e grazie alla relativa assenza di predatori nella loro catena alimentare sono state un grave danno per flora e fauna italiane“. Quindi, come concludono da Mylav: “L’abbandono degli animali non è solo deplorevole, ma anche estremamente pericoloso, non solo per l’animale stesso, ma anche per l’intero ecosistema“.

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