Sperimentazione sugli animali: il Decreto che promuove metodi alternativi per la ricerca

Le lotte dell'associazioni animaliste per abolire l'uso di creature nei laboratori di ricerca scientifica sembrano raccogliere frutti importanti

È stato pubblicato il Decreto che promuove la ricerca scientifica con metodi alternativi rispetto alla sperimentazione sugli animali. Dopo anni di lotte animaliste arriva dal Governo un segnale importante verso la salvaguardia di ogni specie animale e sotto ogni forma. Firmato dal Ministero della Salute, e contenuto nella Gazzetta Ufficiale n.233 del 29 settembre 2021, il Decreto prevede lo stanziamento di 1.600.000 euro da destinare ai progetti che si impegnano nell’utilizzo di sperimentazioni alternative a quelle sugli animali vivi.

Il Decreto si basa sulla normativa secondo cui “il Ministero promuove lo sviluppo e la ricerca di approcci alternativi, idonei a fornire lo stesso livello o un livello più alto d’informazione di quello ottenuto nelle procedure che usano animali; che non prevedono l’uso di animali o utilizzano un minor numero di animali o che comportano procedure meno dolorose”.

Verso lo stop alla sperimentazione sugli animali

Secondo quanto si legge su The Social Post, i fondi che il Decreto ha previsto saranno destinati: agli istituti zooprofilattici, alle università e agli enti pubblici di ricerca. L’associazione LAV, che da anni lotta contro la sperimentazione sugli animali, riferisce che già il Decreto Milleproroghe del 2020 aveva previsto 6.000.000 euro; tuttavia, pare che questi finanziamenti sarebbero andati perduti a causa della mancata firma del Decreto spesa.

LAV, a questo punto, chiede che si arrivi a stabilire una norma definitiva; ovvero accessibile a tutte le realtà impegnate nella ricerca e senza vincoli territoriali o temporali. Anche l’Agenzia Europea per il Farmaco sta sostenendo lo sviluppo di nuove tecnologie senza animali; ciò sperimentando l’implemento di metodi alternativi nella ricerca e nella scoperta di trattamenti farmacologici in medicina sia veterinaria che umana. Questo quanto tiene a precisare ancora LAV, proprio per sottolineare la volontà di tanti di dirigersi verso lo stop definitivo alla sperimentazione sugli animali.

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