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Cibo per cani con muffe: sono più di 130 gli animali deceduti

La Food and Drug Administration lancia un allarme per denunciare la presenza in commercio di pericolosi croccantini industriali

Sono circa 130 le vittime del cibo per cani con le muffe e 220 gli animali che si sono ammalati dopo aver ingerito i croccantini pericolosi. A lanciare l’allarme è la Food and Drug Administration che si scaglia contro una nota azienda produttrice di alimenti per quattro zampe. All’inizio di gennaio 2021 i cani deceduti erano 70; ad oggi i casi sono aumentati in maniera esponenziale superando i 100 decessi e gli oltre 200 ammalati gravi.

L’agenzia americana per la nutrizione ha lanciato un comunicato ufficiale nel quale rivela la probabile relazione tra i casi di avvelenamento e un’azienda produttrice di cibo per cani. In alcuni prodotti esaminati sono emersi, del resto, alti livelli di aflatossina; si tratta di una sostanza prodotta da una muffa che può crescere sul mais o su altri cereali utilizzati per produrre gli alimenti degli animali. Questa tossina può essere fortemente responsabile di malattie o morte nelle creature che la ingeriscono.

Cibo per cani e i casi di avvelenamento

L’aflatossina produce tutti i sintomi di avvelenamento; vomito, diarrea, perdita di appetito sono le evidenze più riscontrate. La Food and Drug Administration rivela nel comunicato che è intenzionato a fare di tutto affinché non si verifichino più casi simili e si possa avere fiducia nel cibo per cani. “Ci impegneremo per mantenere alta la qualità dei prodotti e proteggere la salute degli animali come parte della nostra missione per la salute pubblica” scrive l’Agenzia.

Già dallo scorso gennaio alcuni prodotti avevano subito il ritiro dal mercato dagli stessi produttori; a marzo 2021 altri prodotti, trovati con la presenza del batterio salmonella, erano usciti fuori dal commercio. I controlli della FDA non si sono arrestati e lo scorso 9 agosto sono stati collegati, per la prima volta, i casi di decessi e malattie gravi ai prodotti di un’azienda. Tuttavia, è bene precisare che, attraverso controlli veterinari e analisi di laboratorio, non tutti i casi hanno ricevuto la conferma di avvelenamento da aflatossina.

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