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Gufiera: tecniche di allevamento e addestramento dei rapaci notturni

Come abituare l'animale a ritornare a 'casa' dopo averlo portato a volare libero in natura

Se la falconiera è una pratica adoperata per i rapaci diurni (come ad esempio i falchi), la gufiera è l’insieme di tecniche di allevamento e addestramento previste per i rapaci notturni. Il fine primario dell’addestramento di un rapace notturno è quello di consentire all’animale di poter far ritorno presso la voliera, quando lo si porta a volare libero in natura. Le fasi devono procedere in modo graduale e, in genere, dovrebbero susseguirsi in maniera regolare.

Di norma, quando si decide di adottare la gufiera con un rapace notturno è bene partire con l’addomesticamento sin da piccolo (2-3 settimane d’età); questo perché non è ancora in grado di volare e dunque di scappare. È buona prassi portare il piccolo pullo in giro, specialmente in quei luoghi dove poi si intenderà farlo volare libero; abituarlo alla presenza di persone e di altri animali, per evitare che da adulto possa essere intimorito.

Gufiera: i segreti con i rapaci notturni

Per fare in modo che l’animale si abitui alla presenza del suo ‘umano’ è importante trascorrere molto tempo con lui e lasciarlo mangiare sul pugno. Quando il rapace notturno sarà sviluppato e sarà in grado di volare si potrà iniziare con l’addestramento in voliera; solo in una fase successiva, quando l’animale avrà fiducia dell’addestratore si potrà spostare l’addestramento fuori dalla voliera. In un primo momento le fasi di addestramento al volo, al richiamo e al pugno dovranno avere il supporto della filagna (piccola fune di limitata lunghezza), che potrà essere eliminata solo quando si avrà la garanzia che l’uccello risponde immediatamente ai richiami.

Quando l’addestratore sarà sicuro si potrà potrà far volare il rapace libero, ma con i giusti accorgimenti; evitare zone boscose, usare il radiotracking, gestire correttamente il peso e la fame dell’animale. Esistono alcuni trucchi che possono rendere l’addestramento più piacevole; la ghiottoneria, per esempio, potrebbe incoraggiare i rapaci a fare i primi salti sul pugno con l’ausilio di cibi dei quali vanno particolarmente ghiotti. Il richiamo al blocco è il secondo trucco; molte specie di rapaci notturni, come ad esempio i gufi reali, preferiscono saltare dal posatoio ad un altro posatoio o a terra, quando richiamati. Questo perché preferiscono una posizione più stabile rispetto al pugno; quindi in una prima fase di addestramento posare il cibo a terra o su un posatoio, piuttosto che sul pugno, gli consentirà di abituarsi meglio e in maniera più graduale e spontanea.

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Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.
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