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Utah, lanciano pesci dagli aerei per ripopolare i laghi: l’impatto sugli animali [VIDEO]

Un espediente singolare, diffuso dagli anni '50, che non è privo di pareri sfavorevoli

Si tratta di una pratica diffusa nello Utah già dagli anni ’50; un espediente attraverso il quale lo Utah Division of Wildlife Resources ripopola di pesci i laghi. Si svolge ogni anno in un determinato periodo dell’anno che corrisponde alla seconda metà di luglio; da piccoli aeroplani vengono rilasciati nelle zone remote dello Stato americano dei piccoli pesci vivi. Lo scopo è quello di ripopolare lo specchio d’acqua, ma i dubbi sull’impatto che il lancio ad alta quota possa avere sugli animali pervade molti, specialmente gli animalisti.

Secondo quanto tiene a precisare anche lo Utah Division of Wildlife Resources, i pesci vengono lanciati insieme ad abbondanti quantitativi di acqua; in questo modo gli animali riescono a sopravvivere alla caduta e non si procurano lesioni. Un singolo volo può trasportare fino a 35mila pesci; tuttavia, il fatto che le piccole creature acquatiche siano totalmente prive di stress, sembrerebbe un fatto da non escludere a priori.

Il lancio dei pesci: una tecnica singolare

In passato i pesci erano caricati in bidoni del latte e trasportati con i cavalli nelle zone remote dello Utah. La nuova tecnica garantisce maggiore incolumità agli animali e anche meno stress, ma qualche animalista potrebbe storcere il naso. I piccoli pesci, perlopiù trote, volano a velocità elevatissime prima di impattare nelle acque gelide dei laghi e questo non può escludere rischi per gli animali. Come esplicita anche un articolo del Messaggero, nessuno può realmente sapere quanti dei pesci lanciati sopravvivano completamente illesi.

Le immagini di tutto il processo sono diffuse dallo Utah Division of Wildlife Resources; dalle pozze di allevamento i pesci sono prelevati ed inseriti in secchi e barili colmi d’acqua che vengono caricati sull’aeroplano; giunti a destinazione gli animali sono lanciati nel vuoto. Qualcuno si chiede perché questo singolare processo non sconvolga particolarmente; la risposta potrebbe arrivare dal fatto che questi animali sono destinati alla pesca, “il loro destino è comunque segnato“.

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