Farmaci umani per i pets: nuovi aggiornamenti sul Decreto Benessere Animali

Curare gli animali con le medicine per umani: è possibile e lo stabilisce la legge

Gli animali non sono un bene di lusso“, questo quanto ribadito da una recente sentenza del TAR che ha stabilito che i pets domestici potranno essere curati con i farmaci umani. Le creature a quatto o due zampe hanno il diritto di essere curate con medicine che siano a prezzi accessibili ad ogni proprietario; anche la LAV (Lega Anti Vivisezione) si batte, da anni, per rendere questo assunto fondamentale. E a conferma del Decreto sul benessere degli animali, che il Ministro Speranza aveva firmato lo scorso aprile 2021, arriva un’ulteriore sentenza che respinge le varie contestazioni avanzate da diverse industrie farmaceutiche.

Alcune case farmaceutiche si erano opposte al rivoluzionario decreto, parlando di rischi per la salute degli animali; ma il Tribunale ha rigettato il ricorso, spiegando che la vita degli animali non è a rischio, qualora vengano usati farmaci con gli stessi identici principi e del dosaggio opportuno: “La vita degli animali vale più del fatturato“.

Farmaci accessibili a tutti

La LAV si batte da anni per il riconoscimento di prezzi che siano più accessibili; non solo per i farmaci, ma anche per prestazioni veterinarie e il cibo per i pets. Godere della compagnia di un animale domestico deve essere garantito a tutti e allo stesso modo gli animali hanno il diritto di essere curati. In una nota di Ilaria Innocenti, responsabile nazionale LAV animali e familiari, si legge: “Con questa sentenza abbiamo iniziato a scardinare e sconfiggere la convinzione che gli animali siano beni di lusso e ora sarà chiaro per tutti, dal Governo al Parlamento, la necessità di estendere la riforma fiscale per un’IVA (oggi al 22%) equa su cibo per animali e prestazioni veterinarie e l’aumento della quota detraibile delle spese veterinarie“.

Il Ministro Speranza aveva approvato il Decreto anche alla luce della triste situazione economica che ha colpito molti italiani in seguito alla pandemia. Il principio è quello di consentire a chiunque voglia condividere la vita con un pet di poterlo sempre curare nella maniera più opportuna.

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