Biscia d’acqua: caratteristiche e peculiarità del serpente che vive nei laghi

Considerato tra i rettili più grandi d’Europa questo animale sembra essere piuttosto innocuo

Tra i rettili che strisciano sulla terraferma la biscia d’acqua si distingue per la sua predilezione verso le zone umide; questi animali si trovano, spesso, vicino alle zone paludose o in riva a laghi e ruscelli, ma non è raro vederli anche dentro l’acqua. Grazie alle loro abili doti natatorie, questi serpenti sono in grado di rimanere in apnea anche per più di mezz’ora.

Biscia d’acqua: caratteristiche e peculiarità del serpente che vive nei laghi

Le dimensioni della biscia d’acqua, nota anche come natrice o dal collare, potrebbero far pensare ad un serpente temibile, si tratta in realtà di un animale piuttosto innocuo che attacca molto raramente e solo se fortemente minacciato. Gli esemplari di questa specie possono raggiungere 120 cm di lunghezza, ma sono stati avvistati anche rettili lunghi due metri, proprio per questo, sono considerati tra i serpenti europei più grandi.

La vita della biscia d’acqua

Il dorso della biscia d’acqua può essere verde scuro, marrone o in varie tonalità di grigio, il ventre è chiaro ed i suoi fianchi presentano macchie nere. Altre due macchie nere si trovano al centro del collo e da questa caratteristica deriva il nome: biscia del collare. Presenta un notevole dismorfismo sessuale e sono le femmine ad essere più grandi dei maschi; sono, in genere, animali inoffensivi e privi di veleno. Una caratteristica che la rende particolare è la tanatosi; ovvero l’abilità secondo la quale la biscia d’acqua si finge morta per fuggire all’attacco di predatori. Si tratta di un animale che morde raramente e, a volte, simula attacchi senza nemmeno aprire le fauci; si nutre principalmente di pesci e anfibi che cattura in acqua. Pur prediligendo gli ambienti umidi non è raro trovare alcuni esemplari in campagna o in montagna. Alle bisce d’acqua sono legate anche alcune leggende popolari che, con il tempo sono state smentite; si narrava, infatti, che questi animali succhiassero il latte dalle mammelle delle mucche o, persino, dal seno delle donne. Tuttavia questa credenza è priva di fondamento ed oggi totalmente smentita, poiché la bocca dei serpenti gli impedisce di svolgere tale azione.

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Cultura, Ambiente & Pets

Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.