Delfini nei parchi acquatici: aspetti positivi e negativi dell’addestramento dei cetacei

Le condizioni degli animali cresciuti in cattività

Considerate una delle attrazioni più attese in molti parchi acquatici, le esibizioni dei delfini prevedono, senza dubbio, un percorso di addestramento preciso. Tuttavia, come sottolineano spesso tante associazioni animaliste, la vita in cattività rappresenta per molte creature un limite, che conserva diversi aspetti negativi per l’animale stesso.

Delfini nei parchi acquatici: aspetti positivi e negativi dell’addestramento dei cetacei

Se in certi contesti la vita in cattività diventa un’esigenza per animali feriti o con altre problematiche; in altre situazioni, potrebbe essere percepita come una sorta di “prigione” per quelle creature che vivrebbero, altrimenti, libere. Un buon corso di addestramento si instaura in un ambiente sano e stimolate per i delfini, ma tuttavia possono esistere anche delle situazioni opposte e tutt’altro che confortevoli.

I pro e i contro dell’addestramento dei delfini

I delfini sono animali molto intelligenti, quando sono in libertà imparano dalle madri: suoni, salti e altri movimenti; in cattività l’obiettivo degli addestratori diventa quello di sottolineare le abilità di questi cetacei. Secondo molti addestratori, per i delfini non è un grande sforzo imparare gli esercizi, poiché si tratta di animali sociali e attivi; questo vuol dire che per questi cetacei si tratta di comportamenti pressappoco naturali. Per insegnare alcuni esercizi ai delfini possono occorrere anche solo un paio di giorni; solo per attività come salti nei cerchi o con i palloni potrebbe essere richiesto più tempo.

Tuttavia a questa “naturalezza”, che potrebbe far pensare quanto l’addestramento per i delfini non sia un sacrificio, si accompagnano anche diversi aspetti negativi. I cetacei si allenano in un posto sicuro, ma assolutamente più ristretto rispetto al mare aperto nel quale potrebbero vivere in natura; anche l’aspettativa di vita tra gli animali in cattività e natura sembra essere molto diversa e sono gli animali degli acquari o dei parchi, in genere, a vivere di meno. Non bisogna dimenticare, inoltre, che non tutti gli addestratori sono amorevoli e pazienti; sono tanti i cetacei che vengono sottoposti a crudeltà e punizioni. Ed infine, come tendono a sottolineare molte associazioni animaliste, gli animali nascono per vivere in libertà, anche la migliore condizione offerta da un parco acquatico non sarà mai paragonabile a quella offerta dalla natura.

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Cultura, Ambiente & Pets

Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.