Perché il procione è chiamato orsetto lavatore? La verità sul curioso mammifero

L'origine del "nomignolo" dato al simpatico mammifero

In tanti si saranno, forse, chiesti come mai il Procione sia conosciuto con un altro simpatico nome: Orsetto Lavatore; l’origine di questo secondo nome, pare sia legata ad una particolare abitudine del mammifero. A questo curioso animale si legano diverse curiosità, che lo rendono davvero unico; protagonista, spesso, di diversi film d’animazione questa creatura è in grado di intenerire grandi e bambini con il suo aspetto, apparentemente, buffo.

Vive nelle zone boschive in prossimità di corsi d’acqua e tra le sue caratteristiche predominanti il fatto di essere un plantigrado; il Procione è, infatti, in grado di sostenersi sulle zampe posteriori mentre con quelle anteriori regge ed analizza gli oggetti. Le sue zampe sono provviste, inoltre, di lunghe dita e di artigli forti e taglianti. A conferirgli il secondo nome di Orsetto Lavatore, proprio un’abilità, di cui questo mammifero è capace grazie alle sue “mani”.

Le abilità del Procione

Il Procione è in grado di immergersi nell’acqua e con le sue zampe anteriori riesce a pulire e a lavare abilmente il cibo, con un movimento simile, pressappoco, a quello adoperato dagli stessi umani; da qui il secondo nome di Orsetto Lavatore. Il Procione è, inoltre, un bravissimo nuotatore e corridore; le sue zampe palmate gli permettono di muoversi bene in acqua e correndo, invece, può raggiungere i 24km/h. Tra le abilità dell’Orsetto Lavatore anche la capacità di arrampicarsi e poi riscendere a testa in giù, per voltarsi solo alla fine della discesa. In fine, una curiosità che rende il Procione davvero unico, le bizzarre “maschere nere” che presenta attorno agli occhi; i cerchi che contornano gli occhi di questi animali sono importanti per consentirgli di vedere meglio. Il nero, infatti, assorbe la luce ed evita che l’animale possa rimanere abbagliato; tuttavia, i Procioni, rispetto ad altri animali, percepiscono il mondo attorno a loro più con il tatto che con la vista.

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