Ansia nel cavallo: come riconoscerla e curarla nella maniera opportuna

Come comprendere i disturbi patologici negli equini

Il cavallo è, per natura, un animale molto sensibile ed empatico; questa sua indole, inoltre, lo potrebbe portare ad essere insicuro e a volte timoroso rispetto all’ambiente che lo circonda. Tuttavia, se la paura è un sentimento facilmente riscontrabile nei cavalli, al quale si può porre rimedio attraverso diverse fasi di addestramento, l’ansia sfocia nell’aspetto patologico. Proprio per evitare di confondere i due stati problematici, ma di intensità totalmente diversa, è fondamentale scoprire da cosa può scaturire l’ansia nel cavallo.

La paura è per il cavallo una sorta di meccanismo di protezione; l’ansia è, invece, uno stadio successivo del senso di timore. La paura si manifesta, come nell’essere umano, di fronte ad un pericolo reale e tangibile; l’ansia si presenta, piuttosto, come uno stato emotivo meno immediato, potrebbe proiettarsi anche verso un evento futuro ipotetico e quindi non derivata da un pericolo reale, o quantomeno, immediato.

Sintomi e cure dell’ansia nel cavallo

Se la paura nel cavallo è un atteggiamento innato che deriva dalla specie e che, negli anni, ha permesso anche la conservazione, l’ansia è uno stato patologico che andrebbe curato. La fuga, davanti ad un pericolo, permette all’equino di potersi rifugiare in un luogo sicuro; allo stesso modo i cavalli potrebbero avere paura delle cose sconosciute ed è qui che potrebbe subentrare l’ansia. A tal proposito, dunque, è importante conoscere il modo più efficace per prevenire questo stato patologico. Quando, ad esempio, si nota nell’animale un’eccessiva paura, di natura immotivata, è bene adoperare una buona dose di pazienza. Reazioni incontrollate, ma anche forte diffidenza e agitazione potrebbero essere i sintomi primari dell’ansia nel cavallo. Ad ogni modo, per escludere o individuare qualsiasi forma di patologia in corso è necessaria una visita medica; successivamente, potrebbe essere anche il veterinario a suggerire un consulto con un esperto del comportamento equino.

LEGGI ANCHE: Fratture alle zampe dei criceti: come individuarle e le cure più appropriate

Exit mobile version