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Perché i bradipi sono lenti? Dipende dall’alimentazione e da un’insolita tecnica di difesa

La lentezza dei bradipi è "leggendaria" ma essa è tutt'altro che casuale

Resi celebri anche da alcuni film d’animazione che ne hanno sottolineato l’eccessiva lentezza, i bradipi si caratterizzano proprio per la loro andatura. Ad un primo sguardo si potrebbe pensare che questi animali siano pigri e che il loro ritmo gli renda difficile la vita in natura; in realtà entrambe le conclusioni sono errate. Il bradipo, oltre ad essere l’animale più lento del Pianeta, è anche uno dei più antichi: presente sulla Terra da circa 64 milioni di anni.

La lentezza dei bradipi sembra essere un’ottima strategia di sopravvivenza che agisce su più fronti; ciò che li rende, infatti, animali così lenti è la loro dieta, ma anche una singolare tecnica di difesa contro i predatori. Queste creature si nutrono principalmente di foglie, ma a differenziarli da altri animali folivori, è il metabolismo e la struttura del loro stomaco. 

La lentezza strategica dei bradipi

Le foglie sono alimenti con un contenuto calorico molto basso, di conseguenza questo tipo di dieta permette un ridotto consumo di energie. Il metabolismo dei bradipi è molto lento; inoltre, lo stomaco di questi animali è diviso in varie “camere” in cui i microorganismi simbiotici fermentano gli alimenti in modo da sfruttare tutta la cellulosa contenuta nelle foglie. Tutto ciò fa sì che il cibo venga digerito molto lentamente tanto che un processo digerente nel bradipo può durare fino ad un mese; quindi, questa specie può sopravvivere con pochissimo cibo. I bradipi, infatti, passano la maggior parte della loro vita appesi agli alberi e non compiono più di 38 metri al giorno; la loro velocità procede, strisciando, ad un ritmo di 30 centimetri al minuto, così da non sprecare troppe energie. La lentezza di questi animali gli permette inoltre di difendersi da giaguari e aquile; il loro ritmo passa inosservato alla vista acuta dei predatori. Inoltre, trascorrendo la loro vita quasi sempre sugli alberi, la vegetazione che cresce sulla loro pelliccia li rende mimetizzati nell’ambiente.

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