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Panico a Lampedusa: avvistate meduse giganti dai tentacoli lunghi e molto velenosi

Allarme nel Mediterraneo per la presenza di meduse molte pericolose

È allerta in tutto il Mediterraneo per la presenza, nel mare di Lampedusa, di meduse velenose dai tentacoli estremamente pericolosi. A lanciare il primo allarme, lo scorso sabato 20 marzo, il sindaco di Lampedusa e Linosa, che sui suoi social avrebbe scritto: Un altro esemplare di “Caravella portoghese” è stato avvistato nelle acque di Lampedusa dal personale dell’Area marina protetta delle isole Pelagie, dopo quello segnalato circa 20 giorni fa“. Così Totò Martello ha voluto mettere in guardia i suoi concittadini, ma non solo.

Il sindaco di Lampedusa ha inoltre fatto sapere, dal suo profilo social personale: “Bisogna stare molto attenti. La Caravella portoghese (che è un “sifonoforo”) è molto pericolosa, i suoi tentacoli possono provocare conseguenze anche molto serie. Oltretutto quando galleggia può essere confusa con una bottiglia di plastica o con una normale medusa“. In questo modo il primo cittadino ha voluto rendere noti i pericoli a cui si potrebbe andare incontro, scontrandosi con gli esemplari di meduse velenose.

Le ipotesi sulla presenza delle meduse velenose nel Mediterraneo

Gli esperti stanno indagando sulle ipotesi che avrebbero potuto condurre la creatura in acque, in genere, a lei sconosciute. È probabile che le meduse velenose, che si trovano solitamente negli Oceani (Pacifico, Indiano e Atlantico), siano arrivate nel Mediterraneo passando per lo Stretto di Gibilterra. Gli scienziati tengono inoltre a precisare che non si tratta di una medusa vera e propria, ma piuttosto di un sifonoforo; ovvero un animale coloniale formato da piccoli animali specializzati nella cattura o nella digestione della preda. Si tratta di un animale carnivoro e il suo veleno è talmente letale da uccidere la preda in pochissimo tempo. Pare inoltre che a certi tipi di veleno non esistono ancora antidoti; si ci raccomanda di non trattare il morso come quello di una medusa. Anche L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) si sta occupando del caso e dal loro profilo Facebook rilanciano l’allarme del sindaco di Lampedusa, invitando chiunque avvisti un esemplare a non toccarlo assolutamente, ma di segnalarne la presenza.

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