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Onoterapia: come allevare ed educare gli asini per la Pet Therapy

I benefici della Pet Therapy sono ormai noti in tutto il mondo; ma benché si possa pensare esclusivamente ai cani o ai gatti come animali di sostegno terapeutico, esistono invece molte altre specie, tra cui gli asini, in grado assolvere a questo importante compito. La onoterapia è sorta proprio dalla scoperta che il rapporto dell’uomo con l’asino può generare conseguenze positive da diversi punti di vista. Nonostante sia meno conosciuta rispetto alla ippoterapia, ad oggi sono tante le associazioni e i professionisti che si avvalgono del sostegno di questo sistema terapeutico per trattare diversi sindromi e disturbi.

L’onoterapia è un tipo di Pet Therapy che si sviluppa attraverso la creazione di un rapporto terapeutico tra il paziente e l’asino (dal greco ὄνος “ónos”, asino). In genere questa terapia si sviluppa in ambienti come maneggi o fattorie, permettendo alle persone di stabilire anche un rapporto con la natura. A rendere questo animale adatto per le psicoterapie sono diverse caratteristiche. A differenza del cavallo, più dinamico e a volte irruento, l’asino è noto per un’indole calma e mansueta; adatto quindi a relazionarsi con le persone in maniera pacata.

Come educare gli asini

L’asino è un animale molto intelligente e riflessivo; inoltre è dotato di molta forza e questo gli permettere di trasmettere sicurezza e tranquillità. Tuttavia, affinché gli asini siano pronti per affrontare un percorso di onoterapia devono essere educati rispetto a questo importante compito. Innanzitutto, per abituare gli animali al contatto con tante persone diverse, devono essere maneggiati spesso e condotti in giro; in questo modo impareranno a non reagire in modo brusco quando saranno toccati dai pazienti. Inoltre alcune zone, soprattutto la pancia, sono molto delicate; bene, dunque, se manipolate a lungo in modo che gli asini percepiscano l’assenza di pericolo e non si spaventino. Fare Pet Therapy vuol dire anche lavorare con bambini, a volte molto vivaci e iperattivi; in questo senso l’animale deve essere abituato anche agli stimoli visivi, come ad esempio, corse o spostamenti improvvisi. L’intelligenza di questi animali, sarà di sostegno al loro apprendimento, ma tuttavia è bene precisare che ogni asino ha il suo carattere e suoi tempi di apprendimento.

Francesca Perrone

Cultura, Ambiente & Pets Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura. Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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