Quanti cuori hanno i polpi? Ciascuno svolge una funzione diversa

Un animale acquatico ricco di curiosità, il polpo stupisce anche per il numero dei suoi cuori ciascuno con una funzione specifica

I polpi sono cefalopodi appartenenti alla famiglia degli Octopodidae; ma sono le loro incredibili caratteristiche a renderli animali unici. Si tratta di una specie molto antica, definita propriamente primitiva, poiché il primo fossile di queste creature pare risalga addirittura a 296 milioni di anni fa. Il suo corpo sembra avere avuto pressappoco la stessa forma sin dalle sue origini e le sue peculiarità lo hanno reso davvero singolare. Diverse, infatti, sono le curiosità che riguardano queste silenziose creature marine e alcune sembrano davvero straordinarie.

A partire dal colore del loro sangue fino ad arrivare al numero dei loro cuori, i polpi si caratterizzano come delle creature assolutamente affascinanti. Forse non tutti sapranno, ad esempio, perché il sangue del polpo è blu; questo avviene perché in esso è contenuta la enocianina, ovvero una proteina in cui è presente il rame e che trasporta l’ossigeno in tutto il corpo. Proprio per questo motivo, a contatto con l’aria il fluido vitale, di queste creature marine, diventa blu e non rosso come, ad esempio, quello umano ricco di ferro. Un’altra caratteristica, che non passa inosservata rispetto ai polpi, è il numero dei loro cuori: essi sono tre, ciascuno con una funzione diversa.

A cosa servono i tre cuori dei polpi

I cefalopodi sono dotati di ben tre cuori, ognuno di questi svolge un compito ben preciso nell’organismo dei polpi e importanti funzioni vitali. Due dei cuori pompano sangue venoso nelle branchie, il terzo cuore è invece responsabile della circolazione di tutti gli altri organi dell’animale. Un aspetto interessante, che riguarda proprio quest’ultimo cuore, si lega al fatto che, quando i polpi nuotano, esso smette di battere; proprio per questo motivo il mollusco preferisce strisciare sul fondale piuttosto che nuotare rimanendo spesso con poche forze. A questa curiosità si accompagna anche un’altra dote di queste affascinanti creature marine: le loro “menti”. Anche se non si può parlare di cervelli differenti è importante sapere, infatti, che due terzi dei neuroni dei polpi risiede nei loro tentacoli; di conseguenza questi possono agire spesso in maniera autonoma. Proprio per questo, quando i tentacoli si separano dal resto del corpo possono continuare a reagire agli stimoli. Insomma, il polpo sembra essere una creatura dalle risorse davvero incredibili.

Cultura, Ambiente & Pets

Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.