Farfalla monarca: una migrazione unica che attraversa quattro generazioni

Le sue ali la rendono bellissima, ma la farfalla monarca è particolare anche per la sua singolare migrazione

Oltre al suo aspetto spettacolare, la farfalla monarca è conosciuta anche per una caratteristica molto particolare legata alla sua migrazione. Questi esemplari infatti sono noti per le migrazioni di massa che iniziano ogni autunno; tuttavia, se questo potrebbe apparire non insolito, a rendere unico il viaggio di questo insetto è una particolarità che si lega anche al fenomeno riproduttivo. Queste farfalle compiono un viaggio che dura per quattro generazioni; ogni volta che iniziano il loro percorso di migrazione, esse compiono un viaggio lungo circa 5.000 km, spostandosi dal Canada alla California e arrivando in Messico.

La migrazione speciale della farfalla monarca

Riconoscibili per il loro colore nero e arancione, ciò che rende uniche le farfalle monarca è anche la loro singolare migrazione. Esse si spostano tutte insieme a milioni, ma il loro viaggio si caratterizza per un cambio generazione che avviene durante il tragitto. Gran parte degli esemplari vive infatti qualche settimana, alcune massimo due mesi; la quarta generazione invece, che nasce alla fine dell’estate, vive per bene 8 mesi. Inoltre essa rappresenta in assoluto l’ultima, poiché la quarta generazione di farfalla monarca nasce senza la funzione riproduttiva. Si tratta di un fenomeno molto particolare a cui sono legate altre caratteristiche uniche.

Una specie in via d’estinzione

La quarta generazione di questa singolare specie di insetti sembra nascere con un particolare patrimonio genetico che gli permettere addirittura di riconoscere l’albero scelto dai loro antenati come “dimora”. Un aspetto che rende assolutamente affascinante la farfalla monarca. Questa creatura, dalle caratteristiche così uniche, si trova oggi tra le specie in via d’estinzione a causa della deforestazione che sta distruggendo l’habitat naturale di questi animali. Dal 2008 queste farfalle sono diventate patrimonio dell’UNESCO e in Messico è stata creata una Riserva per proteggere questi animali, creando le condizioni similari al loro habitat naturale. Tuttavia si spera che queste creature possano ritornare a vivere e a riprodursi serenamente in libertà.

Cultura, Ambiente & Pets

Messinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.