Mistero 60 mila strane creature scappate in autostrada: orrore per gli automobilisti “erano tutti…”

Questa è una di quelle storie che per metà strappano un sorriso e per metà inquietano. Siamo in autostrada e improvvisamente gli automobilisti hanno visto la carreggiata invasa da 60 mila minuscoli…

Un’autostrada completamente invasa da pulcini ha gettato il panico tra gli automobilisti. Oltre 60 mila piccoli pennuti, scappati tra le auto in corsa. E’ successo il 27 luglio del 2020, intorno alle 12,30; un camion si è ribaltato sulla A14. L’incidente ha generato ovviamente molta preoccupazione e ha bloccato il traffico fino alle 16,00 dello stesso giorno. Le forze dell’ordine intervenute sul posto sono state molteplici; per il conducente del vettura incidentata non ci sono state conseguenze. Diverse le sorti dell’altro passeggero che è rimasto bloccato nelle lamiere per ore, ma che comunque è riuscito fortunatamente a salvarsi. Benché i soggetti coinvolti nell’incidente non hanno subito danni gravi, le forze dell’ordine spiegate sono state tante a causa del numero di pulcini che in quelle ore si è riversato nella stessa autostrada.

Tutti quei pennuti in autostrada: che fine hanno fatto?

Secondo le ricostruzioni effettuate, il tir che si è ribaltato lungo la A14 era diretto verso un allevamento di polli in provincia di Padova. I pulcini dunque, dopo l’incidente avevano invaso in autostrada, scappando dal portellone, rotto e spalancato, del camion ribaltato. I pennuti si sono riversati tra le macchine ferme, a causa dell’incidente. Il traffico è rimasto bloccato per diverse ore in entrambe le corsie. Molti automobilisti curiosi hanno assistito attoniti alla scena. Vigili del fuoco e agenti della Polizia stradale, con l’ausilio di alcuni volontari delle associazioni di tutela degli animali e dei veterinari dell’Ausl di Forlì e di Cesena, sono intervenuti per recuperare le migliaia di pulcini dispersi in autostrada. Ci sono volute circa tre ore, ma per fortuna quasi tutti i piccoli pennuti sono stati trovati in vita. Condotti poi un incubatoio di Forlì, in seguito raggiungeranno l’allevamento della provincia di Padova a cui erano destinati.

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