Storia straziante: un cane chiuso per tre anni in uno sgabuzzino, oggi è trasformato

Una storia straziante arriva da Palermo dove per tre anni un cane è stato chiuso in uno sgabuzzino senza vedere mai la luce del sole. Il protagonista della storia si chiama Pulce, un Pastore Tedesco che fin dalla sua nascita era stata segregato in una sorta di baracca. La povera creatura, abbandonata a se stessa, sola, disperata e sempre affamata, mangiava anche i chiodi che trovava che trovava per terra, pur di nutrirsi. Dopo una segnalazione, sul luogo di detenzione del cane sono arrivati alcuni volontari di un’associazione animalista del capoluogo siciliano. Per gli operatori la scena, palesatesi ai loro occhi, è stata molto drammatica.

Secondo quanto raccontato dai volontari, la storia straziante di Pulce era contornata da elementi fortemente preoccupanti. Il povero Pastore Tedesco di appena tre anni, sembrava un cane anziano; conseguenza delle condizioni in cui era costretto a vivere. Ma la preoccupazione più grande era sicuramente per la sua salute, il cane infatti riusciva a stento a camminare ed era quasi diventato cieco; tutto questo per non aver mai visto la luce del sole e corso all’aria aperta. Ma dopo aver trovato le cure dei volontari, per Pulce è arrivata una seconda possibilità nella sua vita.

Il lieto fine dopo la storia straziante

Pulce era un cane che sembrava aver perso tutte le speranze di una vita felice. La sua espressione triste e i suoi movimenti affaticati ne erano una triste testimonianza. Ma la sua storia straziante ha avuto un lieto fine. A raccontare i dettagli dell’esperienza drammatica di questo giovane Pastore Tedesco è La Zampa, che ha rivelato anche la svolta fondamentale nella vita del cane. A rispondere all’appello dei volontari che si erano presi cura di Pulce, una famiglia della Lombardia che ha deciso di adottare il cane. La nuova famiglia del giovane Pastore Tedesco ha accolto con entusiasmo il nuovo membro e ha deciso di cambiare il suo nome da Pulce a Leone; simbolo di forza e coraggio. I nuovi “genitori” del cane hanno confermato la gioia di riceverlo nella loro famiglia e l’intenzione di dimostrare tutta la pazienza e le cure di cui l’animale avrà bisogno.

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