Stop animali al circo: l’Italia ne ha vitato l’uso. Proteste animaliste “E’ ora d’agire”

Si alzano le proteste degli animalisti, questa volta le accuse sono rivolte a chi usa gli animali al circo. I difensori degli animali, si rivolgono all’Italia. “E’ ora d’agire“. Questo è grido di protesta verso lo Stato che ne aveva vietato l’uso. Adesso è ora di dire stop. Secondo un rapporto pubblicato da Eurispes, infatti il 70% degli italiani si dichiara contrario all’utilizzo degli animali negli spettacoli circensi. E secondo un altro rapporto che l’associazione Lav, avrebbe richiesto al Censis, il numero di spettatori, in merito agli spettacoli del circo, cala di anno in anno. A tal proposito si è esposta anche la Federazione dei veterinari europei che ha spiegato come, i bisogni degli animali si contrappongono alla vita del circo, per sua natura itinerante.

Grazie ad altri rapporti è interessante notare come ad oggi, 17 tra i paesi europei, abbiano sviluppato leggi che vietano l’uso di animali in ogni forma d’intrattenimento, specie quella circense. L’Italia, già lo scorso anno 2017, aveva promulgato una legge che avrebbe vietato anche nella penisola, gli spettacoli che utilizzano gli animali. Ma adesso i gruppi animalisti si sono riscaldati e chiedono che questo divieto, diventi reale e soprattutto la messa in atto. La richiesta delle associazioni animaliste si fa più forte in prospettiva del fatto che entro il 27 dicembre 2018, il Parlamento dovrebbe discutere la modalità di dismissione degli animali. Del resto, la Legge sullo spettacolo cita: ” Graduale superamento dell’uso degli animali in attività circensi e spettacoli viaggianti“.

Gli animalisti chiedono che la Legge diventi effettiva

Dopo un anno, dalla proposta di Legge del 2017 però, ancora nessuno si è mosso affinché venga fatta rispettare. Infatti, ancora oggi più di duemila animali, molti dei quali a rischio d’estinzione, si trovano ancora nei circhi italiani. Le condizioni di vita degli animali al circo, sono spesso all’estremo: tigri, rinoceronti, elefanti, leoni, ippopotami, vivono in una gabbia stretta e triste. Fuori da ogni legge della natura. Non solo, la maggior parte degli animali che vivono nei circhi, si trova in condizioni fisiche e psicologiche scioccanti. Maltrattati con veri e propri strumenti di tortura.

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Le condizioni degli animali nei circhi

Frustrati, punti con uncini metallici, costretti a compiere movimenti meccanici e innaturali. Piuttosto che correre e cacciare all’aria aperta, questi animali vivono in strettissime gabbie. Costretti a viaggiare per lunghi ed estenuanti viaggi, esposti a condizioni climatiche spesso opposte ai loro habitat naturali. E come clown obbligati ad esibirsi tra luci accecanti e applausi fragorosi. Sui metodi di addestramento ci sono testimonianze che mostrano quanto siano utilizzati per lo più coercizione e violenza, nonostante gli addestratori circensi dicano di usare solo il rinforzo positivo.

Il circo è una forma d’intrattenimento superato?

Tutto questo non viene più accettato dalla società in mutamento, le associazioni in difesa dei diritti degli animali sono sempre più crescenti e i giovani non gradiscono più questa forma di cattivo intrattenimento, considerato (osiamo dire per fortuna) superato, stop agli animali al circo dunque. Ed è per questo che il grido di protesta degli animalisti si fa sempre più acceso e la richiesta allo Stato italiano di prendere provvedimenti a tutela degli animali è sempre più forte.

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