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Snoopy, il cane ucciso sul terrazzo. La sua storia è in un cortometraggio

La storia di Snoopy, il cane ucciso sul terrazzo di casa nell’agosto 2015, diventa un cortometraggio peri sensibilizzare i bambini al rispetto per gli animali

Era il mese di agosto 2015. A Livorno, un cane, Snoopy, è sul suo terrazzo quando dalla strada viene sparato un colpo di carabina che lo uccide. Per quell’insano gesto viene imputato Massimiliano Giunta, che ammette la sua colpa e in una lettera chiede scusa alla famiglia del Fido. A distanza di tre anni su questa triste storia viene realizzato un cortometraggio, diretto da Philip Thomas Morelli e scritto da Alice Del Corso, due giovani con un’esperienza cinematografica iniziata al Festival di Cannes nel 2015.

La storia di un’amicizia

La vicenda nella trasposizione filmica racconta di un bambino appassionato di animali e natura, che tiene un diario in cui segna gli avvistamenti selvatici e in cui fa anche dei disegni. Un giorno, durante una gita a Villa Fabbricotti, dove nella realtà è stata eretta una statua commemorativo del 4 zampe, impegnato a osservare quello che ha intorno e registrare le sue impressioni, il piccolo non sente la sirena che avvisa della chiusura del giardino. Si fa buio e lui non riesce più a uscire. Improvvisamente si materializza la figura di un cane che dice di chiamarsi Snoopy e di essere il guardiano della Villa. A interpretare Snoopy sarà un Border Collie e le riprese inizieranno a fine giugno.

Un cortometraggio per sensibilizzare i bambini

Arianna Lucisano, che si definisce la “zia” del cane, ha spiegato il progetto al quotidiano La Nazione: “L’idea
è quella di far vedere il cortometraggio nelle scuole elementari di Livorno, e magari anche altrove
, già dal prossimo anno scolastico per sensibilizzare i bambini al rispetto e all’amore per gli animali. Per questo progetto avrò il patrocinio del Comune e i fondi verranno trovati attraverso una piattaforma di crowfunding”. Lo spunto per il corto è stato preso da un racconto della donna sulla statua di Snoopy che “si anima”, inserito nel libro Che razza di amore, i cui ricavi sono devoluti alla Lega Italiana per la difesa del cane sezione di Torino.

Photo Credits Facebook

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