Cresce il mercato del pet food naturale: cani e gatti mangiano vegetariano

Ma è giusto imporre questo tipo di alimentazione a animali che sono carnivori o onnivori per natura?

Una volta cani e gatti di casa mangiavano gli avanzi dei pranzi o delle cene, se e quando c’erano: pane e pasta, ossa, riso e verdure. Tutto quello che non era più commestibile per l’uomo, finiva nella ciotola del Fido di turno. Oggi non è più così e i nostri amici a 4 zampe seguono alimentazioni bilanciate e vengono nutriti con pasti su misura, diversi a seconda del proprio stile di vita: urban life, indoor life e sporting life.

Tante tipologie

Per non parlare dell’alimentazione tarata su 4 zampe che hanno problemi di allergie, di fegato o di pelle, a cui si possono tranquillamente aggiungere cuccioloni o felini che soffrono di diabete, di cuore o che sono debilitati da una malattia. Ogni patologia ha una sua dieta specifica. Negli ultimi anni, poi, affiancando una tendenza che riguarda gli umani, il mercato del pet food si è arricchito con un nuovo ingresso, quello del prodotto cruelty free, che tradotto significa senza crudeltà. Oltre a non contenere proteine animali, le ditte che producono questo genere di cibo non effettuano test invasivi su cani e gatti.

Meglio il vegetariano

Sostanzialmente si può quindi parlare di un cibo vegetariano, studiato da aziende sempre più orientate verso il benessere degli animali domestici. Nel settore del pet food di oggi, le aziende “senza crudeltà” sono quelle che per scelta non utilizzano animali per testare l’appetibilità dei croccantini, che non sfruttano cani e gatti per capire se il loro prodotto avrà o meno successo sul mercato. E parliamo di cifre da capogiro. In Italia, per esempio, il mercato del pet food è il terzo d’Europa dopo Francia e Germania e negli ultimi anni ha fatto registrare un volume d’affari di poco inferiore ai due miliardi. Le ultime rilevazioni, poi, hanno fatto registrare un’ulteriore crescita proprio nel comparto del cruelty free. La domanda che in molti si fanno, però, è più che legittima. È giusto imporre un’alimentazione sostanzialmente vegetariana ad animali che sono carnivori o onnivori per natura?

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