Mamma gorilla lascia il gruppo per proteggere la vita del suo cucciolo

La gorilla Pasika ha deciso di vivere da sola per proteggere la vita del suo piccolo

Mamma gorilla lascia il gruppo per proteggere la vita del suo cucciolo

L’amore di una mamma è immenso e incondizionato. Anche tra gli animali. Come quello del gorilla Pasika. Lei è un esemplare di 26 anni che vive in Rwanda e che ha deciso di lasciare il suo gruppo per stare da sola insieme al suo piccolo, Mashami. Per gli esperti si tratta di un comportamento raro e straordinario. Ma perché lo ha fatto? Pasika viveva in una grande comunità nella quale improvvisamente è morto il capo. I gorilla femmina si sono separate dagli altri e si sono associate a un altro gruppo che aveva un nuovo leader.

Il potere del capo branco

In questi casi succede che, purtroppo, qualche piccolo viene ucciso dal nuovo capo, che in questo modo vuole manifestare ai nuovi arrivati il proprio potere. Pasika, allora, ha preso la decisione di non far parte di un nuovo gruppo proprio per proteggere il suo cucciolo, una scelta di grande coraggio. “Quello che sta facendo Pasika accentua la grande empatia, l’intelligenza, e l’adattabilità dei gorilla di montagna – ha scritto il Fondo di Protezione dei gorilla del Dian Fossey Institute – È chiaro che Pasika riconosce i rischi che il trasferimento può far correre al suo piccolo, ma nonostante questo ha intrapreso strada ben precisa seppur molto pericolosa“.

Mamma gorilla contro tutti

I ricercatori, che hanno soprannominato Pasika “Wonder Woman”, sono preoccupati un po’ per la piccola famiglia. I gorilla offrono la protezione necessaria alle madri e ai loro figli, e quindi questa solitudine rappresenta un pericolo sia per lei che per il suo cucciolo. Pasika, comunque, è monitorata e la situazione è abbastanza tranquilla. “C’è ancora così molto da imparare rispetto ai nostri parenti più vicini – ha dichiarato la dottoressa Tara Stoinski, presidente e Ceo del Dian Fossey Institute – Pasika ci ha mostrato che questi atti di valore non sono limitati alla nostra propria specie. E rinforza l’idea che anche tra gli animali non c’è sentimento più grande dell’amore di una madre per il suo piccolo“.

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