Allarme esche avvelenate: cane muore dopo tre giorni di atroce agonia

A Mazzano, in provincia di Brescia, un cane, mentre passeggiava al parco col suo proprietario, ha ingerito un’esca avvelenata ed è morto dopo una terribile agonia.

Allarme esche avvelenate: cane muore dopo tre giorni di atroce agonia

Torna alto l’allarme per le esche avvelenate al Nord Italia. A Mazzano, in provincia di Brescia, un cane è morto dopo tre giorni di atroce agonia per aver ingerito dei bocconi avvelenati al Parco Alpini, in frazione Molinetto. Il cagnolino, un meticcio di 11 anni di nome Lucky, ha trovato l’esca nel parco pubblico dove era andato a fare una passeggiata col suo proprietario, il quale inizialmente non si era accorto di nulla. Solo il giorno dopo il cane ha iniziato ad accusare i primi sintomi e la situazione è precipitata fino alle estreme conseguenze.

Le dichiarazioni del proprietario

Il proprietario ha raccontato: Ha cominciato a barcollare e a vomitare e abbiamo incominciato a sospettare che avesse ingerito qualcosa di pericoloso: in preda al panico siamo corsi dal veterinario. Nello stomaco di Lucky c’era un anellino di alluminio, di quelli usati per sigillare i bocconi. Si è spento dopo tre giorni di agonia. Sto scoppiando dal dolore e dalla rabbia. Lucky era un membro della famiglia: è come se avessi perso un figlio.

La necessità di adottare misure di sicurezza più rigide

Il boccone avvelenato ingerito dal cane conteneva diserbante e si trovava nell’erba in un parco pubblico frequentatissimo anche da bambini. Un pericolo gravissimo non solo per gli animali dunque, per questo motivo è molto importante che siano adottate misure di sicurezza più rigide e controlli più serrati. Il terribile caso di Lucky purtroppo non è il primo e non sarà neanche l’ultimo se non si prenderanno i giusti provvedimenti. I Carabinieri di Mazzano sono già all’opera per cercare di identificare chi abbia potuto spargere i bocconi avvelenati nel parco. Il responsabile di questo incauto gesto rischia la reclusione da sei mesi a tre anni ai sensi dell’Articolo 544-bis del codice penale.

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