Cacciatore usa il collare elettrico per addestrare il cane: la polizia lo ferma

Un cacciatore usava il collare elettrico per addestrare il cane alla caccia al cinghiale. Denunciato uomo per maltrattamento di animali

Cacciatore usa il collare elettrico per addestrare il cane: la polizia lo ferma

Per addestrare il suo cane alla caccia al cinghiale gli aveva messo un collare elettrico, incurante del dolore che gli provocava una volta messo in funzione. Una brutta storia che arriva dall’Emilia Romagna, dove la polizia provinciale ha denunciato un cacciatore toscano, proprietario di un Segugio italiano a pelo raso di soli 8 mesi. L’animale è stato trovato in una zona boschiva di Castiglione di Piepoli che vagava per cercare riparo dalla pioggia. Impaurito e infreddolito, aveva addosso un collare elettrico telecomandato, e in funzione, molto stretto affinché gli elettrodi facessero il miglior contatto possibile, quasi conficcandosi, con la pelle del collo.

Cane riconoscente verso i suoi salvatori

Ovviamente, le forze dell’ordine lo hanno immediatamente liberato dallo strumento, che si può definire senza dubbio di tortura, e il 4 zampe ha subito mostrato loro grande riconoscenza. A una prima occhiata sono state riscontrate sia delle piaghe che degli ispessimenti cutanei delle dimensioni di una pallina, causati dalle forti scariche elettriche. Leggendo il microchip sono risaliti al proprietario del cane, un signore di 71 anni, che secondo quanto sostenuto dai veterinari che hanno visitato il Segugio non era certo la prima volta che adoperava il collare sull’animale. L’accusa nei confronti dell’uomo è di maltrattamento.

Perché il cacciatore usava il collare elettrico?

Chiamato anche Teletak, rilascia dolorose scariche elettriche e viene usato per forzare i comportamenti naturali del cane e ottenere quindi migliori prestazioni. L’uso, secondo gli esperti, provoca anche la distruzione permanente delle cellule cerebrali e nonostante la legge non vieti di acquistarne uno, esiste una norma che impedisce di utilizzarlo. O, che almeno, dovrebbe impedirlo. I trasgressori possono essere puniti in base all’articolo 544 ter del codice penale: con la reclusione e/o una multa che va dai tre ai 15mila euro. Insomma, il povero Segugio l’ha scampata, ma quanti altri animali vengono “educati” allo stesso modo dai cacciatori?

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