Rosalia, il cucciolo di Pit Bull scheletrico che non riesce ad alzare la testa [VIDEO]

Si chiama Rosalia ed è un cucciolo di Pit Bull scheletrico salvato da alcuni volontari in cima a una montagna sopra Palermo. A causa di una ferita non riesce ancora ad alzare bene la testa, ma la sua storia sta facendo il giro del web

Rosalia è piccola, denutrita, quasi scheletrica e, a causa di una brutta ferita al collo, ancora non riesce ad alzare la testa. Eppure, questa cucciola di simil Pit Bull è una vera e propria forza della natura. Recuperata insieme ai suoi 4 fratelli in condizioni pessime su una montagna sopra Palermo, sembrava non dovesse farcela e, invece, per fortuna, è ancora qua. Certo, la sua non è una situazione facile e prima di andare in adozione passerà molto tempo ma, sarà per quei suoi occhi penetranti o per quel suo muso allo stesso tempo fiero e dolorante che, in pochi giorni, Rosalia è già diventata una specie di paladina del web. Tanto che le sue foto e i suoi video hanno raggiunto migliaia di visualizzazioni e di condivisioni.

Rosalia e i suoi fratelli

A recuperare Rosalia e gli altri cucciolini sono stati alcuni volontari della zona, che poi si sono tenuti un canetto, anzi un “canuzzo”, per uno. Noi abbiamo parlato con Marzia Lombardo, che si sta occupando di Rosalia: “Li abbiamo presi domenica 3 settembre notte in cima ad una montagna sopra Palermo che è una riserva naturale – racconta Marzia – Erano stati segnalati da diversi cittadini durante il giorno, ma nessuno li aveva tolti da lì, né era intervenuto il canile. Quando io sono arrivata ne ho trovati 5 di cui una, Rosalia, che perdeva sangue dal collo ed era praticamente morta. Mi hanno riferito che anche un altro cucciolo era già morto, ma io non l’ho visto. Poi li abbiamo presi in carico uno a volontario, visto che siamo già pieni di cani e che per una sola persona, sostenere le cure di 5 era troppo”.

Chi non sterilizza, condanna a morte

Ma se questi pelosetti hanno trovato aiuto, per molti altri non sarà così. La situazione degli abbandoni in tutto il territorio siciliano è ancora critica e né i Comuni né lo Stato sembrano in grado di trovare delle soluzioni adeguate. Per non parlare di chi non sterilizza i propri animali e che poi preferisce liberarsi delle cucciolate indesiderate, condannando i piccoli a morte quasi certa. Poi ci sono i miracoli, come Rosalia, affidati alla buona volontà dei cittadini o delle associazioni. L’Italia non è (ancora) un paese per animali, questo è certo.

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