Adottato per 1 ora: l’incredibile storia del cane Wally

Quando è stato liberato dalla gabbia del canile in cui era rinchiuso da 9 anni, il cane Wally pensava di aver trovato finalmente una casa e una famiglia con cui vivere. Ma era solo un’illusione

Adottato per 1 ora: l’incredibile storia del cane Wally

Wally ha trascorso i suoi 9 anni di vita nel box numero 324. Un’esistenza passata in uno spazio di appena 9 metri quadri. Per questo quando la gabbia si è aperta, a Wally non sembrava vero di essere finalmente libero. Una nuova casa dove scorrazzare, una nuova famiglia da coccolare e con cui giocare, una ciotola dove mangiare. Ma le cose non sono andate come sperato. Il povero animale, infatti, è stato riportato dopo appena 1 ora nel canile con una motivazione davvero incredibile.

Adottato per 1 ora

Come hanno raccontato gli operatori del Carson Animal Services di Gardena, in California, Wally è un mix Pit Bull di 9 anni che ha trascorso tutta la sua vita “dietro le sbarre”. Ma un giorno, una coppia si è recata nel canile per adottare un cane e la scelta è ricaduta proprio su Wally, rinchiuso nel box numero 324. Messo al guinzaglio, l’animale domestico è stato caricato sulla macchina dei due ed è stato portato nella sua nuova casa. Qui ha trovato, una cuccia con un morbido cuscino, una ciotola con della pappa di qualità, un appartamento dove poter scorrazzare in libertà. Ma il peloso, abituato a una “cella” di appena 9 metri quadri, spaesato, si è accucciato in un angolo dove riposare in santa pace. I suoi nuovi proprietari, però, hanno cercato di sollecitarlo a compiere alcune azioni, che il povero animale non ha evidentemente recepito.

Il ripensamento

Infatti, quando il povero Wally non ha risposto alle sollecitazioni degli umani, i quali pretendevano che l’animale desse la zampa, o riportasse indietro un oggetto lanciato o rispondesse semplicemente alla coppia quando questi lo chiamavano per nome, i due hanno pensato bene di riportarlo dove lo avevano preso. E poi secondo loro era terribilmente triste. Secondo loro, infatti, il non capire le loro parole rappresentava un problema gravissimo di adattamento. Così, il povero Wally è tornato, dopo appena un’ora di adozione, nella sua gabbia numero 324, in attesa che una nuova famiglia, degna di questo nome, lo possa accogliere nella propria casa senza pretendere che, in appena 60 minuti, un cane possa rispondere a tutti gli “ordini” a lui impartiti.

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