Deve il suo nome alla elegante livrea color grigio cenere. In volo è potente e maestoso ed è per questo che l’airone cenerino è tra i volatili più amati
Ѐ il più comune degli Aironi di grandi dimensioni, di corporatura slanciata, il cenerino è caratterizzato da un piumaggio a tinte generali grigie, con testa e collo bianchi striati di nero e ciuffo occipitale nero. Ha collo e zampe lunghe, becco diritto, lungo e robusto di colore bruno-giallo. La forma del corpo è un esempio di adattamento evolutivo in funzione, principalmente, dell’alimentazione. Infatti il becco ad arpione associato al lungo collo e alla sua particolare muscolatura permettono movimenti rapidi e potenti nell’atto di cattura della preda. Mentre le dita lunghe e distanziate tra di loro consentono all’Airone di muoversi su terreni fangosi, grazie alla lunghezza dei tarsi può cacciare in acque profonde fino a 60 centimetri.
Durante l’inverno frequenta tutti i tipi di zone umide con acque basse e tranquille, dai fiumi alle coste, dalle paludi alle città. Durante la nidificazione predilige zone d’acqua dolce nei pressi di grandi alberi dove costruisce il nido anche a notevole altezza, solitamente in colonie numerose. Le popolazioni che nidificano in Italia sono in prevalenza sedentarie e caratterizzate da movimenti dispersivi in particolare dei giovani. Nel Belpaese è possibile vedere esemplari di Airone cenerino anche lungo le autostrade. Soprattutto al nord, lungo i fiumi della Pianura Padana, dove sono concentrate molte delle sue colonie, ma anche tra le risaie del Piemonte e della Lombardia. Molti individui sono avvistati in Toscana, lungo le sponde dell’Arno e del Serchio. Si possono osservare anche nell’alta valle del Velino e sulle rive del Tevere e dei suoi affluenti.
L’Airone cenerino si ciba preferibilmente di pesci e anfibi ma all’occorrenza può catturare anche uccelli e piccoli mammiferi. Curiosa la tecnica di caccia che adotta: passi lenti nell’acqua, seguiti da immobilizzazioni improvvise. Una volta localizzato il pesce viene arpionato, lanciato in aria afferrato ed inghiottito dal capo, evitando così l’apertura delle scaglie. I nidi sono costruiti con rami e canne, la struttura poco elaborata è in relazione all’allontanamento precoce dei piccoli, che imparano a volare solo qualche settimana dopo. Dopo questo periodo, tuttavia, sono frequenti i ritorni al nido. Le cure parentali, a differenza di altri volatili anche simili, sono condotte da entrambi i sessi.
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