Mamma gatta partorisce in chiesa: il prete la caccia, ma…

Una mamma gatta partorisce in una chiesa di Villabate, in provincia di Palermo. Ma, purtroppo, è stata cacciata via dai religiosi

Mamma gatta partorisce in chiesa: il prete la caccia, ma…

C’è chi crede fermamente nel fatto che anche gli animali, di qualunque specie, siano creature quasi mistiche, che racchiudono in loro un’essenza quasi divina. Ecco, ci sono persone così, che sono in grado di vedere la bellezza in qualunque essere vivente e poi ci sono persone più chiuse, grette, incapaci di cogliere la loro grande religiosità. Così, quando accade che una mamma gatta scelga una chiesa per partorire i suoi cuccioli e poi venga cacciata da quel luogo di culto, si rimane un po’ scioccati. Perché non si pensa mai che un parroco o un sagrestano possano essere responsabili di un gesto tanto poco altruista.

La gatta partorisce, ma nessuno l’aiuta

Eppure è stato veramente così. Qualche giorno fa, sul web, è apparsa l’assurda notizia: una micia incinta e randagia stava cercando un riparo sicuro per poter partorire i suoi cuccioli e così ha scelto una chiesa. Dopo averli messi al mondo, però, è stata trovata dal prelato e, subito dopo, messa in mezzo a una strada. Per questo ora la felina e i suoi 3 piccoli hanno bisogno di una nuova casa.

Le volontarie si sono occupate di lei

Fortuna ha voluto, se così si può dire, che a trovarla sono state alcune volontarie di buon cuore che pubblicando la sua foto sui vari social media, hanno cercato di trovarle una casa, anche solo temporanea. “Non possono stare lì – si legge sul web – bisogna portarli via il prima possibile: alla ragazza che se ne occupa è stato impedito di portare da mangiare e bere. Si cerca stallo urgente perché non muoiano di fame e sete”. Non solo, quindi, non le è stato concesso un tetto sopra la testa ma non hanno voluto nemmeno che qualcuno le portasse un po’ di cibo e di conforto.

L’epilogo

Grazie all’appello online, però, una casa in stallo è stata trovata e, appena sarà possibile, i mici saranno dati in adozione in alta Italia. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, anche se a molti sarebbe piaciuto un atteggiamento più compassionevole o, almeno delle scuse, da parte di alcuni dei protagonisti della vicenda. Scuse che forse non arriveranno mai.

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