Ricordate Angelo, il cane impiccato? Ecco cosa è successo a uno dei 4 killer

L’albergo in cui lavorava Luca Bonanata, uno dei ragazzi implicati nel brutale assassinio del cane Angelo, ha pubblicato la sua lettera di licenziamento

Ricordate Angelo, il cane impiccato? Ecco cosa è successo a uno dei 4 killer

La storia di Angelo, il cane randagio impiccato in Calabria ha commosso l’Italia intera (LEGGI ANCHE: IN PIAZZA PER ANGELO, IL CANE BASTONATO E IMPICCATO DA 4 RAGAZZI “NORMALI”). E sono in tanti ad attendere con impazienza l’esito del procedimento penale contro i suoi aguzzini, tutti ragazzi normali e di “buona famiglia”, che non hanno esitato uccidere la bestiola solo per filmare quell’orrore e poi postarlo sui social network.

Una mossa che gli è costata cara, dato che ora, il Paese intero conosce nomi e cognomi di questi giovani killer. In attesa della sentenza, quindi, come dicevamo, poche ore fa si è tornati a parlare di loro, anzi di uno dei quattro, Luca Bonanata, che sarebbe stato licenziato dall’albergo in cui lavorava, il Sol Palace Hotel di Sangineto, con le motivazioni relative alla “condotta extralavorativa, penalmente rilevante”.

“Grazie alle vostre numerose segnalazioni, il Sol Palace Hotel di Sangineto, in merito all’increscioso fatto accaduto in questa località, solleva immediatamente dal suo incarico il dipendente Luca Bonanata – scrive la direzione sul profilo Facebook della struttura alberghiera, pubblicando il 18 agosto, la fotografia della lettera di licenziamento – La Direzione condanna fermamente atti di tale brutalità e ci tiene a sottolineare che i nostri Amici a 4 zampe saranno sempre i benvenuti nella struttura”.

Lettera

Un gesto che, naturalmente, ha sollevato il plauso del mondo animalista e non. Perché chi è capace di un atto così brutale, non dovrebbe poter lavorare a contatto col pubblico. Anzi, c’è chi sostiene che non dovrebbe proprio poter lavorare. Ma c’è anche chi intravede nella mossa dell’albergo, solo un modo per farsi pubblicità sulle spalle di una tragedia. “La lettera di licenziamento è vera – scrive Lorenzo Croce, presidente di Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) sempre su Facebook – ma il contratto scadeva il 31 agosto ed era stagionale quindi nessun rinnovo era possibile. Qui siamo di fronte a un assassino di cani ed a un datore di lavoro che sfrutta la morte di un cane per farsi pubblicità. Vergogna”. Voi da che parte state?

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