Claudio Baglioni dice addio al cane Grand Petit: “Se c’è un paradiso io voglio che lui sia già lì”

Claudio Baglioni posta sulla sua pagina Facebook la foto ricordo del suo cane, il Maltese Grand Petit, e aggiunge una lunga “dedica d’amore” che vale la pena leggere

Claudio Baglioni dice addio al cane Grand Petit: “Se c’è un paradiso io voglio che lui sia già lì”

“Grand Petit cane maltese di 14 anni se n’è andato ieri mattina. Non aveva malanni e niente di che tranne una corsetta un po’ rigida e un mantello appena meno fluente per via dell’età non più giovane. Il cuore gli si è spaccato così all’improvviso ed è andato giù a corpo morto”. Inizia così il commovente e lungo post che il cantautore Claudio Baglioni ha dedicato a uno dei suoi 3 migliori amici, scomparso improvvisamente. Immediati i messaggi di cordoglio e solidarietà dai fan e non solo.

In poche ore, infatti, la foto di Grand Petit ha raggiungo i 16mila like, e moltissime condivisioni. “Era arrivato dal Sud Africa cucciolo il più minuto e sporco di vomito insieme a tre suoi fratelli più in forma ma alla fine fu lui ad essere scelto per far compagnia a Big Small – ha continuato Baglioni – Ci ha fatto pure tre figli maschi e fu lui a richiamar l’attenzione con un abbaio ansioso e insistito mentre lei cominciò a partorirli semi nascosta sotto un divano. Le è sempre rimasto devoto quasi in totale venerazione e una gelosia malcelata e repressa in un guaito senza soddisfazione”.

Per il cantante Grand Petit era più di un amico, era uno di famiglia. Tanto che le sue parole di commiato, belle e intense, non hanno bisogno di nessun commento: “Ha vissuto con timidezza e fragilità e un’espressione un po’ tutta sua attonita e fissa al richiamo di voce oscurato dall’irruenza dei pargoli, ma è sempre rimasto al suo posto sonnacchioso e bisognoso di cure e di lunghe leggere carezze. Adesso chissà dove si trova. Se c’è un paradiso o roba del genere io voglio che lui sia già lì insieme alle altre persone del cuore. Sennò comincio a pensare sul serio che mi importa assai poco di andarci. E allora io prego che sia proprio così e intanto consumo il senso di colpa di essere sopravvissuto. Quel tormento che viene ogni volta che muore qualcuno vicino. E provo a gestire il dolore diffuso sempre in carica e pronto per l’uso che aumenta col passar delle ore e delle cose da fare che si fanno comunque anche per non pensarci. Per provare a soffrire di meno ci vorrebbe un’unica scossa di pena anche fortissima ma in un attimo solo. Un colpo secco com’è successo con te piccolo caro tesoro. Arrivederci a quando sarà. E sarà. Dovessi impiegarci una vita”.

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