“L’esperto risponde”: l’epatite virale canina

Nella rubrica settimanale di VelvetPets un esperto potrà risolvere i dubbi sulla salute dei vostri amici a quattro zampe. Questa settimana avremo indicazioni su sintomi, diagnosi, terapia e prevenzione dell’epatite infettiva canina, una malattia molto contagiosa e a volte fatale, particolarmente nei cuccioli non vaccinati.

L’epatite virale canina è una malattia che colpisce il fegato, di cui è responsabile l’adenovirus CAV-1, che può portare alla morte del cane se non curata in tempo. Si tratta di un virus estremamente resistente nell’ambiente esterno, sopravvive ai comuni disinfettanti. Protetto dalle secrezioni, resiste per giorni a temperatura ambiente, mentre sotto i 4° resiste mesi. Viene tuttavia inattivato dal vapore a 100 gradi e dallo iodio.

Come si trasmette?

La via di trasmissione è il contatto diretto con saliva, urine, feci infette o tramite oggetti o vestiti contaminati. Uno dei vettori di contagio più frequenti è l’urina, perché tramite quest’ultima, il cane espelle il virus anche mesi dopo aver contratto la malattia. Anche gli insetti possono fungere da vettore passivo della malattia, contribuendo al diffondere dell’epidemia.

L’epatite virale canina: diagnosi, terapia e prevenzione

Quali sono i sintomi?

Di solito i primi sintomi compaiono 4-5 giorni dopo l’infezione, mentre la viremia dura 4-8 giorni. L’escrezione del virus tramite la via urinaria avviene invece anche per sei mesi.  I cani colpiti dalle forme più gravi muoiono nel giro di poche ore e, per la rapidità dell’insorgenza e del decesso, spesso viene confusa con l’avvelenamento tanto è veloce. I cani che sopravvivono alla prima viremia, manifestano un quadro di sintomi molto preciso. I segnali di base che possono aiutarci a scoprire se il cane è infetto sono:

  • vomito
  • dolore addominale
  • diarrea con o senza emorragia
  • febbre transitoria (non sempre presente)
  • aumento della frequenza del polso
  • tachipnea
  • aumento di volume delle tonsille
  • laringite
  • faringite
  • tosse da polmonite
  • linfoadenomegalia cervicale
  • edema sottocutaneo della testa, del collo e delle parti declivi del tronco
  • epatomegalia
  • emorragie petecchiali
  • ecchimosi
  • ittero (non frequente nell’epatite virale canina acuta)
  • ascite
  • segni neurologici (ottundimento del sensorio, convulsioni, coma)

Dopo la fase acuta, compaiono i sintomi oculari:

  • edema corneale
  • uveite anteriore
  • blefarospasmo
  • fotofobia
  • lacrimazione sierosa
  • opacamento della cornea (il cosiddetto “occhio blu”)

In caso di infezioni inapparenti, gli unici sintomi che si potrebbero rilevare sono unicamente quelli oculari.

L’epatite virale canina: diagnosi, terapia e prevenzione

Quali sono i soggetti più predisposti a contrarre la malattia?

Tendenzialmente l’epatite virale canina si riscontra di più nei cani di età inferiore ad un anno di età, anche se possono essere colpiti tutti i cani non vaccinati di qualsiasi età.

Come viene effettuata la diagnosi?

La diagnosi di solito si basa sull’anamnesi patologia. Dall’osservazione dei sintomi si procede poi a fare uno screening ematico completo: di solito, in caso di epatite, si riscontrano leucopenia e alterazioni degli enzimi epatici e della bilirubinemia, la cui gravità varia a seconda dello stadio della malattia e del danno epatico provocato. A causa del malfunzionamento del fegato, si avranno anche alterazioni della coagulazione, mentre si avrà anche proteinuria causando dal danno renale. La malattia può essere dunque accertata con test sierologici.

L’epatite virale canina: diagnosi, terapia e prevenzione

Qual è la terapia?

Gli interventi terapeutici variano a seconda della gravità del problema e l’approccio terapeutico si basa innanzitutto sulla base del sospetto diagnostico, tuttavia, essendo una malattia viralenon ha una terapia specifica. Di solito si procede a sostenere l’organismo del cane con una terapia sintomatica, nella speranza che il virus faccia il suo decorso senza danneggiare irrimediabilmente rene e fegato. La fluido-terapia è molto importante, soprattutto per reintegrare i liquidi persi e, nei casi più gravi, va associata a trasfusioni di sangue o di plasma fresco per sopperire alla carenza di fattori della coagulazione provocata dall’insufficienza epatica. Vanno trattati i sintomi come vomito e diarrea e bisognerà correggere l’ipoglicemia, spesso causa dello stato comatoso del cane. A causa del malfunzionamento del fegato, bisognerà anche ridurre i livelli di ammoniemia. Vitamine, caldo e pulizia sono utili al sostegno del cane.

L’epatite canina è contagiosa per l’uomo?

L’epatite dei cani non è contagiosa per l’uomo.

Quali precauzioni prendere?

Se il vostro cane è infetto dal virus, è preferibile evitare di farlo urinare per strada, usando in alternativa delle lettiere o pannetti, al fine di evitare il facile contagio di altri animali. È importante assicurare al proprio cane un ambiente asciutto e pulito, con temperature adeguate, tenere sempre l’acqua a disposizione e cambiarla frequentemente. In presenza di vomito o diarrea, è preferibile un’alimentazione leggera, con crocchette specifiche, consigliate dal veterinario.

Si può prevenire l’epatite?

Sì, è possibile prevenire la malattia attraverso un protocollo completo di vaccini, che vanno ripetuti ogni anno. I cani non vaccinati sono quelli più colpiti da questo genere di virus.

Photo Credits: Facebook

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