Gatti: 6 cose che (forse) ancora non sapete di loro

Quando si parla di gatti ci sono cose che anche molti proprietari ignorano dei loro amici felini. Noi ne abbiamo trovate 6, voi le conoscevate già tutte?

Gatti: 6 cose che (forse) ancora non sapete di loro

Ci sono cose che, a volte, anche i proprietari di gatti ignorano dei loro amici felini. E no, non ci stiamo riferendo alle loro “vite segrete” (LEGGI ANCHE: NALA LA GATTA “INFEDELE”, HA 2 FAMIGLIE CHE LE VOGLIONO BENE), ma di alcuni particolari aspetti e attitudini dei felini che sono ancora sconosciuti ai più. Noi ne abbiamo contati almeno 6 e ve li proponiamo qui di seguito. Voi li conoscevate tutti?

Numero uno: i gatti adulti miagolano solo per comunicare con gli esseri umani. Tra di loro, infatti, preferiscono utilizzare il linguaggio del corpo (LEGGI ANCHE: GATTI E LINGUAGGIO, 6 SUONI FELINI E IL LORO SIGNIFICATO). Due: i mici sono intolleranti al lattosio. In pratica, i nostri mici non producono l’enzima chiamato lattasi che aiuta a digerire il lattosio e lo porta in circolo. Il lattosio non passa dalla parete intestinale, per cui rimane nell’intestino. Il che, spesso, causa una grande quantità di gas con dolore e diarrea.

Tre: sono ottimi “sportivi” e sono in grado di saltare 5 volte la loro lunghezza e nella corsa possono raggiungere anche i 48 chilometri/orari. Quattro: anche i felini sudano e lo fanno attraverso i cuscinetti che contengono numerose ghiandole sudoripare al loro interno. Per il resto la regolazione termica avviene esclusivamente attraverso l’evaporazione della saliva che i gatti spargono sul loro pelo con la lingua.

Cinque: i gatti non amano essere fissati negli occhi. Per loro guardarsi negli occhi è un atteggiamento aggressivo e viene percepito come una sfida, per questo se volete fare amicizia con un peloso che non conoscete, meglio avvicinarsi con calma e con gli occhi bassi. Sei: per finire, ecco una cosa che farà felice ogni proprietario, avere un micio fa bene al cuore. Convivere con un gatto, infatti, secondo molte ricerche può ridurre di un terzo il rischio di essere colpiti da un infarto, da un ictus o da altre malattie cardiovascolari.

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