La gatta è morta e il New York Times pubblica il suo necrologio: “Era come una figlia”

Dorota Gierycz, ex funzionaria polacca delle Nazioni Unite, ha voluto dare un estremo saluto alla sua adorata gatta e ha pubblicato per lei un necrologio sul New York Times

In memoria di Kitty, grande compagna di tanti viaggi e missioni di pace“. E’ questo il necrologio apparso qualche giorno fa sulla pagina del New York Times, dove Kitty non è il dolce nomignolo di una donna di nome Kate, bensì il nome proprio della gatta di Dorota Gierycz, ex funzionaria polacca delle Nazioni Unite, che ha voluto dare un estremo saluto alla sua adorata micia in modo che potessero leggerlo tutti. “Il tempo potrà portarci nuovi amici e familiari, ma un posto nei nostri cuori ti apparterrà per sempreha scritto Dorota sul popolare quotidiano, aggiungendo anche particolari della sua storia d’amore con quella bestiola per lei così speciale. “Era come una figlia, amata e rimpianta“.

Kitty era nata il 18 dicembre del 2003 ed è scomparsa il 22 gennaio scorso. La donna, autrice del libro I misteri del Caucaso, proprio al suo incontro col felino (avvenuto circa 13 anni fa in Georgia durante una missione di pace) aveva dedicato anche un capitolo del volume. “E’ stato amore a prima vista – aveva scritto la Gierycz – occhi verdi, lungo pelo lucido e fascino da vendere“. E se chi non ha mai avuto la gioia di condividere la propria esistenza con un animale domestico potrebbe non capire il gesto, sappia che la Gierycz non è certo stata l’unica a dedicare all’amica a 4 zampe un ultimo omaggio a mezzo stampa.

Lo scorso maggio, come ricorda anche il sito corriere.it, sul giornale canadese Leader Post a essere citato era stato il siamese Kiano: “Di lui si ricordava anche come ‘soffiasse e graffiasse chiunque provasse ad accarezzarlo“. E anche in Italia, nel 2012, i proprietari del Certosino Eros acquistarono addirittura un’intera pagina del Corriere della sera per dare l’ultimo saluto al loro cucciolone. Perché quando si tratta d’amore vero e assoluto, non si bada a spese, anche oltre la vita terrena.

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Foto by Facebook (quella d’apertura è di repertorio)