Morto il cane del re di Thailandia, ma l’operaio che lo aveva preso in giro resta in carcere

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato la storia di un operaio, Thanakorn Siripaiboo, originario della Thailandia che rischiava 37 anni di carcere per aver preso in giro il cane meticcio del re su Facebook. Ora, invece, arriva la notizia che proprio Tongdaeng, l’amato 4 zampe che il monarca Bhumibol Adulyadej aveva salvato dalla strada nel 1988 è morto. In realtà, l’animale era piuttosto anziano e malato da tempo.

La sua morte è stata annunciata in un comunicato ufficiale della facoltà di Veterinaria dell’università Kasetsart: “Mentre Khun Tongdaeng stava dormendo e si rilassava, è morta pacificamente il 26 dicembre 2015 alle 23.10 presso il Palazzo Klai Kangwon“, si legge nella nota. Il peloso, che era una femmina, come scrive anche il Corriere della sera, aveva un forte potere simbolico, perché Adulyadej l’aveva utilizzata nel passato per diffondere i suoi consigli alla Nazione. A dicembre Tongdaeng aveva ispirato persino un cartone animato, per commemorare gli 88 anni del sovrano. Il re nel 2002 aveva addirittura scritto un libro sul cane, Khun Tongdaeng – The Inspiration. Nel volume il meticcio vi viene descritto come “rispettoso, dalle buone maniere, umile e attento al protocollo” e questo era stato interpretato come un messaggio per ricordare ai sudditi il posto che occupano in seno a una società molto gerarchizzata.

Ma ora che Togndaeng è morto, quello che molti speravano è che il giovane internauta venisse liberato. Ma, almeno per il momento, sembra invece che Siripaiboo rimarrà in carcere. Questo perché il crimine di lesa maestà è preso molto seriamente in Thailandia, soprattutto da quando al potere è salita la giunta militare (dopo il colpo di Stato del 2014). Il legale dell’operaio ventisettenne, Poonsuk Poonsukcharoen, del gruppo avvocati thailandesi per i Diritti Umani, ha detto che non si sarebbe mai atteso che la legge di lesa maestà potesse essere applicata anche ai cani del re.

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