Gatto sbranato dal cane del vicino: proprietaria chiede 26mila euro di risarcimento

Quanto vale la vita di un animale domestico? Una domanda retorica, ovviamente, perché non è facile dare un prezzo all’amore che ogni proprietario nutre nei confronti del suo amico peloso. Eppure c’è chi ci è riuscito. Infatti, a Pavia, una donna di 52 anni si è rivolta a un giudice per ottenere un risarcimento dal suo vicino di casa: il cane dell’uomo aveva sbranato il suo adorato gatto bianco europeo e lei non sapeva darsi pace. Così è andata in tribunale per avere giustizia. E la somma chiesta è da record: 26mila euro. La causa civile, come scrive il sito www.laprovinciapavese.gelocal.it, è ancora in corso davanti al magistrato Andrea Pirola e sarà lui a dover stabilire l’eventuale responsabilità del padrone del cane e quantificare l’effettivo danno, anche se non è da escludere che le parti riescano a raggiungere un accordo prima che Pirola deliberi.

Gatto sbranato dal cane del vicino: proprietaria chiede 26mila euro di risarcimento

Questa, in sostanza, la vicenda. Sembra che il gatto della 52enne, come era solito fare, fosse uscito a fare una passeggiata e si trovasse nel cortile dei vicini, per mangiare qualcosa e prendersi qualche carezza. Ma lo spazio confinava con l’abitazione di un altro vicino, proprietario di un American Staffordshire Terrier, separato solo da una rete. Ed è così che è iniziata la tragedia: il 4 zampe ha visto il micio e ha iniziato a scavare una buca nel terreno sotto la recinzione, riuscendo a sconfinare nel cortile accanto. Tutto è durato pochi secondi, terribili secondo i vicini che hanno assistito alla scena e che non hanno potuto fare nulla. Anzi, secondo quanto riportato nell’atto di citazione, sono anche stati costretti a chiudersi in casa, per paura che il cane potesse aggredire anche loro.

Insomma un dramma che, forse, si sarebbe potuto evitare. Senza contare che la signora era legatissima al suo micio, perché era arrivato in un momento difficile della sua vita e rappresentava un conforto ed è per questo che la cifra richiesta per i danni morali è così alta. Ma ora, il giudice, cosa deciderà?

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